Skassapunka + Sconvoltri live @Collettivo Burrasca – 21 aprile 2018

Quando ne ho la possibilità non esito ad affrontare lunghe trasferte per godermi i concerti dei miei gruppi preferiti. Stavolta invece gioco in casa (e non mi par vero di cavarmela con mezz’ora di macchina), con la bella iniziativa organizzata in occasione della Festa della Liberazione dal Collettivo Burrasca, uno spazio autogestito del Ponente genovese che, shame on me, non conoscevo ancora, ma che si è rivelato una piacevole scoperta.
Aprono la serata gli Sconvoltri, gruppo molto conosciuto a livello locale, in versione acustica e con formazione ridotta ai minimi termini (chitarra, basso e percussioni). In giusto equilibrio fra divertimento e contenuti impegnati, coinvolgono il pubblico di fedelissimi e si fanno apprezzare anche da chi come me non li aveva mai sentiti dal vivo.
Entrano quindi in scena gli Skassapunka, che quest’anno festeggiano il decennale di attività. Partiti da Milano, la “Crazy Town” di cui lucidamente criticano la disumanizzazione in nome della corsa al capitale, hanno saputo farsi conoscere e apprezzare in mezza Europa nonostante il coraggioso utilizzo della lingua italiana nei testi. A volte mi capita di vedere, all’estero, in concerti di altri gruppi, qualcuno con la loro maglietta. Lo guardo e sorrido di intima soddisfazione. Ok la pizza, ma abbiamo anche altro di buono da esportare.
La scaletta comprende brani tratti dai due album più recenti del gruppo, “Rudes Against” dell’anno scorso e “Adelante” di quest’anno. Come da consuetudine, il ritmo coinvolgente va di pari passo con la militanza dei testi che incitano a una gioiosa resistenza. E più che mai nell’occasione della festa del 25 aprile, non può mancare la loro energica interpretazione di “Bella Ciao”. Trovo particolarmente emozionante l’esecuzione di “Giorno Zero”, che parte lenta come nella più recente rivisitazione da “Adelante” per poi sfociare in un crescendo nella sua carica della versione originale di qualche anno prima.
Tutto il concerto scorre fluido fino al gran finale con “Il pianto dell’asino”.
Che dire? Gli Skassapunka non deludono mai in quanto a tecnica, energia e professionalità e di questo ero certa. Ma – e c’è solo un ma – ho visto un pubblico meno numeroso e partecipe di quanto avrebbero meritato. D’altra parte, Genova è così. Non è di facili entusiasmi. Va conquistata a poco a poco, con impegno e pazienza. E stasera, credo e spero, è stato fatto il primo passo. Entusiasmo y Venceremos.

Live Report a cura di Elvira Cuomo

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