Intervista con i Booze & Glory!

I Booze ‘n’ Glory sono un gruppo londinese ma in realtà internazionale, che propongono un oi/street punk da brividi, e che vedono alla batteria Frank, il nostro Pelle nazionale, con cui ho avuto il piacere di fare una chiacchierata.

 

I: Ciao Frank! Raccontami un po’ della band, la storia, come sei entrato…

F: Beh io nella band sono entrato per un altro lavoro, faccio il videomaker, stavo lavorando con delle band londinese e i Booze ‘n’ Glory mi contattarono per fare un video per loro, era il 2011, e niente, feci il video per loro, ‘London Skinhead Crew’, e rimanemmo amici. Nel 2015 il batterista ha lasciato la band, per varie questione e i ragazzi, sapevano che suonavo in varie band hardcore, e mi hanno proposto di entrare nella band. All’inizio ero un po’ titubante, sai, una band di Londra, e poi ho detto, ma sì perché no! facciamo un’esperienza nuova. E da lì a poco abbiamo iniziato a fare belle date, a Berlino, in Germania, il Rebellion in UK, e, niente, abbiamo deciso, dopo il 2016 di fare le cose seriamente, cercando di diventare una band full time. Abbiamo acquistato il furgone, abbiamo piazzato più date possibili, in tutto il mondo e quindi nel 1027 abbiamo fatto 100 date. Settanta mila km in Europa senza contare il tour americano. Praticamente ho visto il mondo da un oblò! È stata dura ma appagante, e per i live, abbiamo avuto una buona risposta. Abbiamo lavorato tanto… la gente ci vede solo sul palco o le foto sui social, ma dietro questo ci sono tantissime ore di sacrifici, lontano da casa, dai famigliari, un lato emotivo… solo per 35 minuti al Bay Fest ci costa 2500 km, 25 ore di viaggio e dormire e mangiare… a caso.

 

I: Dopo farete un po’ di pausa, avete in mente di registrare qualcosa?

F: Pausa mai. Quest’anno facciamo meno date, ma abbiamo avuto un sacco di richieste tra tour e festival. Anche il Bay Fest è uscito per caso… eravamo in contatto ma sarebbe stato per il prossimo anno, ma poi i Flatliners hanno cancellato il tour e ci siamo infilati. Ora ultimo rush finale di tour ad agosto. Abbiamo vari festival ora… uno in Polonia, con vari generi… Abbiamo suonato nel festival più grande d’Europa, il Polandrock, un festival che porta da i 500 ai 700 mila persone, gratis, perché fanno solidarietà per ospedali. Hanno raccolto centinaia di milioni per aiutare le persone malate. Noi abbiamo suonato con i Judas Priest, Goo Goo Dolls, una esperienza assurda, abbiamo condiviso il palco con band incredibili.

 

I: E invece del Bay Fest cosa ne pensi? Raccontami della tua esperienza al festival.

F: Bay Fest figata. Tutto bello, ci siamo divertiti, posto bellissimo, organizzazione perfetta. Unica cosa, come ormai è innegabile, quelle teste di cazzo che sono entrati ieri solo per menare le mani. Quelle merde sono la rovina della musica.

 

I: Secondo te si poteva fare qualcosa prima, per evitare il problema…

F: Su questo non posso pronunciarmi… non li abbiamo visti sotto palco, anzi io non vedevo niente. Ci è arrivato solo un bicchiere. Ed è difficile prendere posizione durante un concerto, l’abbiamo fatto in passato, abbiamo stoppato un concerto in Francia perché facevano il saluto romano, o altre situazioni. Sai, non è un posto occupato, dove li puoi cacciare fuori e menare. Qua, in un festival, ci sono altri tipi di legami, c’era la security, la polizia… che non ha fatto niente… davvero, è stata una nota negativa. Mi sono confrontato con gli organizzatori, per loro è stato un pugno nello stomaco, ci sono rimasti malissimo, ma non potevano fare nulla. Spero che oggi questi elementi non si ripresentino, o se si ripresentano, spero che vengano cacciati. Noi come band abbiamo sempre preso una posizione antifascista, non facciamo politica nei testi ma odiamo queste merde. Molte volte ci siamo trovati in contesti dove i nazi ci hanno minacciati… tra l’altro non siamo tough guys e abbiamo anche le nostre ragazze, questi non si fanno scrupoli… ma noi li teniamo a distanza!

 

I: Come vedi la scena punk/hardcore/skin degli ultimi anni?

F: C’è terreno fertile sì. Soprattutto la nostra scena, street/oi, una volta era musica per debosciati, reietti, adesso… band come noi e tanti altre suonano in contesti in cui una volta non si pensava nemmeno di suonare. Anche l’hardcore… chi avrebbe pensato che band così avrebbero portato milioni di persone. Ovviamente anche i social media hanno fatto il loro. Come tutti gli strumenti ci sono i pro e i contro. Una volta per organizzare i concerti dovevi sbatterti, ora è più semplice, e forse si è un po’ perso il senso… ma non si poteva nemmeno organizzare un festival così telefonando e mandando lettere. Una volta era più rustico, più divertente forse. Vedo tante realtà fuori dall’Italia… in Germania, è sempre stato un centro pulsante per la musica, qua in Italia qualcosa si è perso, molti posti chiudono ma ci sono ancora tante speranze e posti che meritano.

 

I: Tornando alla band… parliamo dell’album nuovo.

F: Sì, abbiamo fatto un giro lungo di discorsi… Comunque dopo queste date di agosto andremo in Australia, Malesia, Bali… staremo via un mese quasi. E poi stiamo già scrivendo il nuovo album, stiamo scrivendo tra un concerto e l’altro. La nostra idea è mandare fuori dei singoli, fare dei video. L’album uscirà il prossimo anno. Tra l’altro il prossimo anno è il decimo anniversario della band, e inizieremo l’anno con il Persistence Tour, con Sick Of It All, Walls Of Jericho… io vengo dall’hardcore, e quindi è un onore per me. Fare un tour insieme è qualcosa che ho sempre sognato.

 

I: Immagino anche con gli Agnostic Front…

F: Sì, beh avevamo già suonato insieme quindi abbiamo anche un rapporto più personale… sono delle persone meravigliose. Anche i Dropkick, quando abbiamo suonato a Boston, ci siamo incontrati, c’è anche un legame di amicizia oltre che musicale.

 

I: Tornando al tour…

F: Probabilmente andremo in tour in California a novembre… poi spero di avere un po’ di vacanza a dicembre! Per il prossimo anno stiamo già cercando di tenerci impegnati!

 

I: L’album lo scrivete tutti insieme, come funziona il processo creativo?

F: L’idea parte del cantante, e poi ci troviamo in sala e lo arrangiamo tutti insieme, lui scrive i testi e poi vediamo insieme.

 

I: Lo registrerete a Londra?

F: No adesso siamo in Polonia, a casa del cantante. Passiamo gran parte del tempo lì, è il nostro headquarter. Per registrare stiamo valutando studi e produttori, siamo in contatto con varie etichette… ma non posso rivelare ancora niente!

Nel frattempo un gran saluto a tutti, a Radio Punk e alla prossima!

E grazie a te Frank per la tua disponibilità e la gran chiacchierata!

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