Bologna City Rockers colpisce ancora!

Bologna City Rockers ormai è diventata sinonimo di qualità. Infatti, dopo l’ultimo concerto ormai non ci sono più aggettivi per descrivere il lavoro incredibile di questa crew. Ma andiamo con ordine: sabato 22 settembre 2018 si è svolta la diciottesima edizione di Bologna City Rockers, in collaborazione con Hellnation, al Sottotetto, posto grande e ben organizzato, con otto band quali Cockney Rejects, Ghetto 84, Komintern Sect, Mele Marce, Bomber 80, Spaccastronzi, Miners e Teppa.

Arriviamo carichissimi e reduci dalla serata al Vecchio Son del giorno precedente e, dopo aver scambiato quattro chiacchiere con birra al seguito, entriamo giusto in tempo per vedere i minuti finali dei Teppa da Massa, che col loro oi, classico ma efficace mi hanno conquistato. Spero di rivederli presto magari per tutta la durata del set!
Neanche il tempo di scambiare quattro chiacchiere con Christian di Anfibio Records (passate a dare un occhio che c’ha delle gran robe in distro!) che cominciano i Miners da Bergamo. Era da tanto che li sentivo nominare, finalmente ho avuto l’occasione di vederli dal vivo e devo dire che il loro oi anni ’80, con testi che in gran parte sono attenti a questioni politiche, mi ha colpito molto. I 4 skinheads tengono il palco bene e sono molto affiatati tra loro. Seguiteli che ne sentiremo parlare!
Esco a bere una birra e si riparte coi saluti, in particolar modo riesco a farmi una bella chiacchierata con Fulvio e Benjamin (un abbraccione amico mio) di Punkadeka. Rientrato nel salone partono cazzutissimi gli Spaccastronzi da Crema, che tra il nome, canzoni goliardiche su politici e giornalisti e la maglia del portiere dell’ URSS del cantante, mi hanno messo subito di buon umore. Ma oltre a tanta giovialità la band oi dà grande spazio a tematiche politiche e sociali che unite ad un’ottima presenza scenica del cantante e dai fedelissimi sotto palco danno vita ad un memorabile concerto. Fighissimi, scoperta entusiasmante!
Ed ecco che spunta fuori Monta del distruggi la bassa, Mattia che compierà gli anni a mezzanotte, Daniele, Chiara, Luca, Vera, Cesare, Angela, Carlo… e sono subito abbracci e birroni! Ma andiamo avanti, infatti mi giro e già partono i Bomber 80. Che dire su questa band fiorentina… La gente inizia ad entrare in maniera massiccia e io che, finalmente ho l’occasione di vederli live dopo aver tanto ascoltato i loro pezzi a casa, mi fiondo davanti insieme ai tanti kids. La loro proposta street punk è micidiale, cori potenti, grande energia, riff melodici al punto giusto e la loro esperienza si vede tutta. Su “La Legge Del Marciapiede” mi esplode un polmone, daje!
C’è bisogno di prendere un po’ d’aria, difatti vado fuori e mi rendo conto di quanta gente sia accorsa per questa incredibile serata; d’altronde, ho sentito più d’uno dire “questo è il raduno skin degli ultimi anni”. Che sia vero oppure no, io me ne ritorno dentro che non c’è tempo da perdere, tocca alle leggende, tocca alle Mele Marce! Mi lancio in un pogo improbabile, cantando come un pazzo tutta la loro scaletta fatta di blasfemia e working class, quando mi accorgo di una figura mitologica, metà uomo metà borghetti ed è il mitico Deni di Saetta Autoproduzioni, che annuncia al microfono che l’ultima volta alle Mele Marce si è spaccato la testa lanciandosi dal palco e quindi stavolta, col cazzo che si lancia, infatti rimane per un paio di pezzi a cantare. Le Mele Marce spaccano di brutto e la sintonia tra i componenti e il pubblico è qualcosa di magico. Concerto più unico che raro, condito da un featuring con Romano degli Stab. Pelle d’oca regaz, pelle d’oca! Solo a pensarci, ci rimango, eppure dopo tutte queste band ci sono ancora tre band storiche. Infatti da Orléans, Francia, arrivano i Komintern Sect. La storica band transalpina porta il proprio sound fatto di sing along e grinta a palate; il loro live è fantastico, canzoni semplici ma che trasudano di passione, impossibile non muovere la testa a ritmo e azzardare qualche facile coro. Se non li conoscete, andate a sentirveli che meritano.
Vedo che il sottotetto si ripopola, eccerto, mi dico, tocca agli idoli della Bolognina, i Ghetto 84! La band oi/punk regala emozioni ai presenti, eseguendo una scaletta a dir poco perfetta, figlia di un’attitudine unica e di una presenza carismatica e determinata sul palco da parte di tutti i suoi componenti. Mi godo fino all’ultima nota questo concerto e, come i presenti in sala, credo rimarrà indelebile nei miei ricordi.
Ed ora, tocca ai Cockney Rejects. Direttamente dall’ East End di Londra, direttamente dagli spalti di Upton Park, la band, tifosissima del West Ham, suona una ventina di canzoni, interagendo col pubblico e facendoci pogare, urlare “oi oi oi!” e, in definitiva, sudare come dei cammelli! Indubbiamente una delle band più conosciute a livello mondiale per quel che riguarda l’oi!, i Cockney Rejects suonano tutti i loro brani storici ed è encomiabile la tenuta atletica del cantante che si muove saltando e correndo dall’inizio alla fine. Non serve aggiungere altro, gran performance!

Giungiamo al termine e dopo aver bevuto l’ultimo birrogeno e scambiato qualche opinione sulla serata, torniamo verso casa, soddisfatti e felici di aver passato una splendida serata in compagnia di una crew fantastica con dei valori quali l’antifascismo e la solidarietà, ben saldi e ancorati.
Ringraziamo Mascio e tutta Bologna City Rockers e tutti coloro che hanno avuto il piacere di scambiare due chiacchiere e bere una birra con noi!

L’ultimo pensiero di questo report va a Stefano Massarenti, uno della famiglia di Radio Punk, che ci ha lasciato da pochi mesi e che in questa data avrebbe compiuto 53 anni. Ciao Massa, auguri amico, ti porteremo in ogni dove.

Please follow and like us:

Leave a Comment

Solve : *
15 × 21 =