Sham 69, Justify All Means, A.I.D.S. | Centro Giovani Monfalcone | 14 Dicembre 2018

Una serata che promette di scaldare per bene le ossa infreddolite dalla bora. E quindi puntuali alle 20.30 ci presentiamo allo spazio giovani di Monfalcone, una piccola sala in centro, che infatti può contenere solamente 90 persone. E in una serata così ovviamente ci si aspetta il sold-out!

 

Qualche parola con i ragazzi che organizzano questi eventi, e che vi assicuro si sbattono tantissimo ad organizzare serate simili in una zone che soffre molto la mancanza di spazi concreti in cui suonare, discutere, motivare la scena. E dunque vorrei come prima cosa ringraziare queste persone, tra cui Davide, per l’impegno assoluto!

 

Tempo di mezza sigaretta e gli A.I.D.S. partono sfrenati! Vi avevo precedentemente parlato di loro, nella serata al San Pauli HC, ma devo dire che questa sera regalano ancora più spettacolo, sarà per l’acustica migliore o chissà, ma comunque nessun dubbio su di loro. Ascoltateli, soprattutto La Prova dello Specchio!

 

A seguire i Justify All Means, gruppo formato in Olanda e che vede tra le loro fila anche il bassista dei Total Chaos. Personalmente non li conoscevo ma devo dire che sono stati la migliore sorpresa della serata! Lo dico apertamente, il loro hardcore punk sporcato di riff metallici è una delizia per le orecchie. Bravi, assolutamente bravi, infatti ho già recuperato il loro ultimo cd ‘Welcome to This World’, in cui è contenuta anche My Life My Way, credo la canzone che più mi ha colpita durante il live.

 

Prima di parlare dei Sham 69 voglio fare una precisazione: sono a conoscenza che questa formazione non è originale, che esistono diverse controversie sulla band e che non molti sono d’accordo con questa versione Sham. Ho avuto la gran fortuna di vedere la band con la formazione originale, compreso Jimmy. E sì, avete ragione, è tutta un’altra cosa. Ma voglio essere obiettiva e parlare di questi Sham, versione Tim V, nonostante tutto, e parlare solo della musica. Lo si deve al gran impegno che c’è dietro a tutta la serata, all’organizzazione, e lo si deve anche alla musica stessa.

Dunque gli Sham 69 – Tim V version salgono sul palco puntualissimi e iniziano una scaletta che si preannuncia ricca piena di classici come ovviamente ‘I Don’t Wanna’, ‘Ulster Boy’ e ‘Borstal Breakout’. Musicalmente compatti, con la voce di Tim V che esegue bene tutti i brani, e che riescono a coinvolgere anche il pubblico. Purtroppo sotto palco la situazione degenera abbastanza e più di una volta il gruppo viene interrotto da personaggi buffi e dal tasso alcolico decisamente sopra il limite. I quattro continuano il loro set ma tra un’interruzione e l’altra si fa tardi e devono concludere con la canzone più significativa di tutte, ‘If The Kids Are United’, ovviamente. Abbandonano le scene poco prima di un’invasione di palco davvero fenomenale, e purtroppo i quattro né salutano né ringraziano, lasciando un po’ l’amaro in bocca, soprattutto per il taglio di almeno 5 canzoni.

Tutto sommato è stata una serata da ricordare e la cosa fondamentale è continuare a sostenere queste realtà, che si sbattono per portarci ottime band e divertimento.

Foto a cura di Francesco Dose

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