Intervista con Flamingo Records

La nostra chiacchierata con Albe ed Emi di Flamingo Records

Flamingo Records è un’etichetta discografica ma anche un negozio di dischi e abbigliamento punk nel cuore del centro storico di Genova. Abbiamo fatto qualche domanda ad Albe ed Emi per conoscerli meglio, ed ecco cosa ci hanno risposto.

1. Benvenuti a Radio Punk: volete presentarvi a chi ci legge?
Ciao, Siamo Albe ed Emi, due disgraziati, sposati da un anno e mezzo e con la passione in comune per il far cagare.

2. Flamingo Records è sia un’etichetta discografica che un negozio di dischi e abbigliamento: quale delle due attività è nata per prima?
Abbiamo iniziato con una piccola distro e producendo il cd degli Injection “One, two, threesome”, poi abbiamo aperto il negozio fisico e abbiamo pensato che l’abbigliamento ci avrebbe aiutati a campare.

3. Il nome Flamingo, rappresentato da un fenicottero rosa, ha per voi un significato particolare?
E’ l’animale più stupido del pianeta, l’hai mai visto? Poi Emi ha disegnato il logo con quell’espressione smarrita ed il gioco era fatto. Inizialmente dovevamo chiamarci Linoleum come il pezzo dei Nofx.

4. Cosa significa per voi essere punk?
Una risposta un po’ da frikkettone ma ti dirò che per noi vuol dire supporto, fare scena, promuovere la musica e gli ideali che ne derivano.

5. Cosa pensate della situazione attuale del Punk, sia nel vostro territorio che in Italia e nel mondo?
A Genova la scena è coesa, funziona, lo dimostra Adescite fest che porta centinaia di persone ogni anno condividere per un giorno l’amore per la musica. In Italia non siamo capaci di essere fan di noi stessi, se hai un gruppo punk rock e sei italiano automaticamente fai schifo agli altri, per fortuna nell’hardcore c’è un po’ più supporto, mentre, nel punk rock un po’ meno impegnato, zero. Nel mondo credo che non ci sia un ricambio per il semplice motivo che i soldi girano attorno alle solite 5/6 grandi band, che continuano ad essere headliner ai festival e penso che la situazione resterà la stessa finché ai ragazzini non tornerà la fissa per il genere, se si ha voglia di cercare comunque i gruppi validi ci sono.

6. Come etichetta, con che criterio scegliete le vostre band?
Senza criterio logico, prediligiamo la band che cantano in inglese (ma non senza eccezioni) e fondamentalmente che ci piacciono. Se pensiamo che ci sarebbe piaciuto scrivere noi i loro pezzi allora li produciamo!

7. Come negozio, ci dite qualcosa sulla vostra clientela abituale? E’ composta in gran parte da giovanissimi o da persone di tutte le età?
Tutte le età, purtroppo i ragazzini cercano l’abbigliamento, mentre i più grandi tendenzialmente cercano i dischi. Abbiamo però una bella clientela eterogenea, abbiamo venduto dischi a chiunque e siamo fieri di aver avuto clienti uomini e transgender che si sono sentiti abbastanza a proprio agio con noi da acquistare abbigliamento femminile senza doversi nascondere.

8. Per l’inaugurazione del negozio e in altre occasioni, avete organizzato dei live pomeridiani nella piazzetta antistante: come è stata accolta questa formula?
Con varie chiamate ai carabinieri che per fortuna avevano altro da fare (non so se di meglio o di peggio), siamo in una zona considerata critica ma la verità è che ogni live o dj set si è trasformato in una festa di quartiere con una grande partecipazione e senza mai incidenti o problemi. L’aggregazione elimina i problemi, ma il nostro assessore Garassino crede che la sicurezza si faccia con la chiusura degli spazi di aggregazione, l’isolamento dei più deboli che vengono allontanati dal centro storico per non mostrare il degrado.

9. Come riescono i negozi locali a far fronte alla grande distribuzione e al commercio online, in Italia e in particolare a Genova?
Non ci riescono! Ma nemmeno ci provano, noi offriamo un posto dove puoi venire a far quattro chiacchiere nel cuore di Genova, comprare, ascoltare, cazzeggiare. A volte ci prendiamo al bar di fianco due birre da bere con i clienti. Poi se uno vuole risparmiare due euro e non uscire di casa perché non gliene frega niente che nel suo quartiere ci siano solo saracinesche serrate beh, libero di farlo.

10. Quali sono i vostri progetti per l’immediato futuro?
Produrre buona musica, sopravvivere e divertirci.

11. Noi vi ringraziamo e vi auguriamo di continuare con i vostri progetti! Vi lasciamo spazio libero per dire qualunque cosa ai nostri lettori!
Divertitevi, non rendiamo questa scena una roba elitaria da poser che se la tirano, poche musse come diciamo a Genova e tanto punk rock! Ah, e se potete supportateci!

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