Modena Punk Festival 3 @Libera, Modena | 2-3-19

Modena Punk Fest con Call The Cops, Akrabut, Nabat, Güerra e 40127 Skinheads!

Non ancora del tutto ripresi dalla serata A Skeggia, ci dirigiamo carichi anche se un po’ catafratti allo Spazio Sociale Libera di Modena. Se siete degli accaniti lettori del nostro sito, probabilmente vi ricordate del Libera quando abbiamo parlato dell’ Anarcholocaust Fest. La serata promette bene, arriviamo in anticipo, salutiamo tutti e posizioniamo la distro, ricevendo anche dei complimenti per l’organizzazione (ce la tiriamo alta… Per una volta dai!). Finito di sbrigare le nostre pratiche, ci beviamo una meritata birra, ma veniamo interrotti da una cavalletta che genera attimi di delirio tra le distro. Salutiamo anche Lux di Tornado Ride Records, che diventerà grande amico e compagno di banchetto. Della mega cavalletta.
Tempo di perdersi in ciarle più o meno inutili che cominciano i Call The Cops. Sul palco campeggia uno striscione che dà appuntamento in piazza grande, il che fa sempre piacere, visto che va bene la festa, va bene la musica, ma ci vuole anche un po’ di contenuto. Speriamo che qualcuno della zona si sia appuntato in agenda il presidio. Tornando a noi, la band con il cervello più sviluppato della Bolognina oggi suona per prima ed è piuttosto semplice intuire il perché: sono in tour da diversi giorni con gli Akrabut! Nonostante l’evidente stanchezza, i Call The Cops gettano il cuore oltre l’ostacolo e si prodigano in una performance di alto livello. Sempre bello sentire “Punk Attitude”, “Ode To Riot”, “Orizzonti d’Oppressione” in cui Marconcio lanciandosi sulla folla, rischia di cadere e viene salvato a due cm da terra. Grandi Call The Cops, vi vogliamo bene. This is not a fucking lifestyle!
I successivi a salire sul palco sono gli Akrabut da Haifa. Anche loro reduci da un tour decisamente intenso, ce la mettono tutta, dando dimostrazione di gran cuore. Band grezza, diretta, violenta al punto giusto. Punk vecchia scuola senza fronzoli e di grande impatto. Sul palco belli tosti, dategli un ascolto non ve ne pentirete, parola di Radio Punk!
Tocca poi ai Nabat, la storia dell’oi! Italiano. Steno è carico a mille nonostante sotto il palco non ci sia una folla oceanica, che invece la band meriterebbe, lasciatecelo dire. Comunque sia l’esperienza conta e Steno resuscita letteralmente i punk presenti, coinvolgendoli per tutta la scaletta. Ci sono tutti i classici pezzi “Zombie”, “Scenderemo Nelle Strade”, “Nichilistaggio”, “Vasco Q8”, “Laida Bologna”, “Potere nelle Strade” e anche qualche nuovo brano, tra cui i bellissimi “Gossip Riot” e “Non Ti Fermare”. Sarà il loro tiro punk rock influenzato dal blues, sarà che sono affiatati, ma i Nabat hanno spaccato i culi. Chapeau!
Tra un cambio palco e l’altro riceviamo qualche utile consiglio sulla fotografia, dopodichè è l’ora dei Güerra da Forlì. La band propone un oi! influenzato dalla scena inglese dei primi ’80, anche se rimangono unici e non solo perché hanno i capelli e suonano oi! (è una battuta, non scaldatevi!) ma perché musicalmente hanno tiro e risultano originali. Nonostante l’ora tarda sono in forma e riescono a trascinare la folla con il loro cavallo di battaglia “This Is Not The End” e creano una mini-bolgia con una canzone verso la fine della scaletta che non ho capito se era una cover o era un loro pezzone. Güerra, se state leggendo il report, fateci sapere il titolo! In ogni caso, fighi e basta!
Prima dei 40127 Skinheads abbiamo il tempo per raccogliere letteralmente i cocci da terra, dato che due persone hanno deciso di collassare amorevolmente sulla nostra distro. Sperando che sia la prima e unica volta, ma temendo che sia la prima di una lunga serie, tiriamo su tutto e riceviamo una valanga di scuse da uno dei due, l’altro invece era talmente fuori per fuori che non credo si sia reso conto. Apprezziamo e preferiamo sottolineare l’immensa solidarietà di chi era nei paraggi e si è accorto: sono piccoli gesti ma che fanno davvero piacere. Grazie amici e amiche che ci avete aiutato!
Tornando ai live, i 40127 Skinheads salgono per ultimi e sono belli sul pezzo. Questi giovani lo abbiamo detto più volte, sono super in gamba. Mentalità, cuore e passione, tanta passione. C’è gran feeling tra di loro e la loro proposta musicale street punk mista a blues/rock n roll è tantissima roba. Testi cantabili e per nulla banali, su “Proletario San Donato” abbiamo smarrito la voce! Grandi regaz!
Si chiudono così i live, sbaracchiamo tutto e ci concediamo il meritato riposo.
Grazie come sempre alle band, ai presenti, ai compagni e le compagne del Libera, a Bolo Punx, a DisASStro, Tornado Ride Records, agli Infamia e a chi ci ha dato una mano a risistemare la distro dopo la caduta accidentale di due punx oggi in versione nazionale dei tuffi stile Tania Cagnotto. Un enigma rimane irrisolto: che fine ha fatto la cavalletta?

Please follow and like us:
error

Leave a Comment

Solve : *
1 × 15 =