Notte di Tempesta – Vol. I @ Eterotopia, Milano, 7 aprile 2019

Skins e Punks uniti per una serata all’insegna dell’Oi! con Rude Pride, Nabat e molti altri

Si è tenuta sabato sera la prima edizione di Notte di Tempesta all’Eterotopia di S. Giuliano Milanese, spazio autogestito dal 1994.

Gli ospiti della serata sono stati:
Tacita Rock Gang 
Clear Cut 
Rude Pride 
Ostile 
Nabat
Frode 
Dalton Bootboys 
Sempre Peggio 

Sono le 19.00 passate, salgo in macchina in direzione Milano e spero di non arrivare in ritardo, perdendomi gli Ostile!
Durante il tragitto penso che non ci sarà un cane alla serata, invece appena arrivo mi ricredo subito, per fortuna.
Entro e noto che gli orari della line up sono stati posticipati (e io che volevo tornare a casa a un orario decente…).
Passa qualche minuto e partono gli Ostile, band del Varesotto attiva dal 2017. Era da tanto che non vedevo una band capitanata da una donna, e che donna! Dalila ancora sobria, ma non per molto, incita da subito i ragazzi del pit ad avvicinarsi e tra una bestemmia e l’altra attaccano con “Sete”. I kids piano piano stanno cominciando ad accendere i motori.          
Con l’energia che fuoriesce da tutti i pori, gli Ostile finiscono l’esibizione annunciando l’uscita del loro album, prevista per luglio.

Arriva il momento dei Frode, band di Seriate attiva dal 2006. I temi principali dei loro testi sono di natura politica, ma non solo. Infatti nella setlist è presente “No Cocaina”. Mi è piaciuto particolarmente l’intervento del cantante Diego che ha detto: “È una canzone non contro la droga, ma contro l’uso”.
Una delle ultime canzoni in scaletta è stata “Il nostro fiume” che hanno dedicato al Collettivo Antifascista di Seriate. 
Devo dire niente male questi Frode, testi diretti e sonorità sobrie. 

Cambio di palco e salgono i Tacita, band romana attiva dal 2016.
Finalmente il pit si è riempito e la band parte a manetta con la loro canzone “Tacita” e neanche il tempo di finirla che noto un kid cascato a terra, probabilmente si è rotto il ginocchio visto che l’han portato fuori in 2.
Immancabili nella scaletta anche “Cicatrici”, “Oltre il muro” ed “Indelebile”. Chiudono l’esibizione dedicando la cover di “Storia Triste” a tutte le band della serata. Sui Tacita non ho nulla da ridire, sono stati impeccabili. In particolare il cantante, oserei dire carismatico, ha saputo intrattenere maestosamente tutto il pubblico.

Ora è il turno dei Clear Cut, band bolognese attiva dal 2017.
Ci deliziano con pezzi vecchi tratti dall’ep “Kids are innocent” del 2017 e quelli del nuovo “Tape 2018” che uscirà a breve con un’etichetta discografica tedesca: Subculture for Life.
I kids non smettono di dimenarsi, ma se sono così scatenati ora figuriamoci dopo con gli intramontabili Nabat…

Durante il cambio palco guardo un attimo il telefono e mi accorgo che gli orari già posticipati in precedenza, si stanno allungando sempre di più… Addio letto.

Mi ripiazzo sotto il palco e noto che il tasso alcolemico dei presenti è alle stelle, dovrò stare attenta alla mia povera reflex. Dopo pochi minuti sale sul palco Steno, nel pit non c’è più spazio vitale e mi rassegno a stare al lato, vicino alle casse.
I Nabat attaccano più prepotenti che mai con “Zombie Rock” e i kids sono in delirio. Penso proprio che sia la band più attesa da tutti della serata. Passano da brani che li han resi celebri come “Nichilistaggio”, “Asociale oi”, “Potere nelle strade” a quelli del nuovo album “Banda Randagia”.
Ecco che parte la fatidica “Laida Bologna” con un ospite davvero speciale: Marco dei Klasse Kriminale. Entusiasmo al 1000%.
Siamo alla fine e parte un ‘ooooh eaeaea’ dando il via a “Tempi Nuovi”. Chi fa stage diving, chi si abbraccia, chi urla… I Nabat sanno proprio come lasciare la malinconia nei cuori di chi è presente. 50 minuti di fuoco. Grazie ragazzi per essere ancora in carreggiata!

I tempi continuano ad allungarsi, forse per problemi tecnici. Ma finalmente salgono sul palco gli spagnoli Rude Pride. Anche loro partono col botto con “Outta my way” canzone che rappresenta in pieno la situazione presente da anni in Italia e non solo…
Il cantante fin da subito ha un’empatia con tutto il pubblico, tanto che è sceso spesso nel pit a cantare insieme a tutti i kids. Lasciano il palco con il loro inno: “Screaming Oi!” e tutti i ragazzi salutano la band ballando allegramente.

È tempo di lasciare spazio ai Dalton Bootboys, band romana che fa un mix tra oi! e rockabilly attiva dal 2013.
Iniziano con “Niente paura” e sinceramente non mi aspettavo così tanta bolgia. Non hanno fatto mancare proprio nulla nella setlist. La gente si è divertita un sacco e verso fine esibizione è entrato anche un carrello della spesa a cui hanno fatto fare stage diving, si proprio al carrello.

Ormai è tardissimo, temo che i Sempre Peggio non suonino più ma eccoli che salgono a fare gli onori di casa. Li avevo già visti nel 2016 ed ero curiosa di risentirli. Nel pit sono rimasti i superstiti della serata. La band milanese attiva dal 2015 ha concluso l’evento in bellezza con i classici “Digos”, “Al bar di Gola”, e la loro prima canzone “Vincenzo” che per ironia della sorte han suonato per ultima. Ma gli ultimi kids ancora vogliosi di far festa hanno chiesto un bis ed ecco che i ragazzi hanno intonato “Sta su de doss”. Non si sono smentiti, sono rimasti gli stessi ubriaconi vogliosi di far casino che avevo visto 3 anni fa.

La prima edizione di Notte di Tempesta si è conclusa, sono le 4 del mattino, si torna a casa stanchi ma felici. È stata una serata indelebile, sperando che ce ne saranno altre, ringrazio tutte le band e gli organizzatori della serata. UNITED WE STAND. 

Report e photogallery a cura di Silvia Pirotta

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