Resurrection Fest @Turbigo (MI), 20 aprile 2019

I morti si preparano alla resurrezione con una serata punk rock

Dopo 4 ore devastanti dal tatuatore io, Paolo e Sara ci fiondiamo in macchina verso Turbigo, più precisamente verso il music pub “La Cabotina” dove ci aspetta una serata tutta punk rock con band del nord Italia: Koseakaso, Secoli Morti, LineOut, Discomostro e Disordine.
Da bravi marcioni che siamo, decidiamo di percorrere la strada senza pedaggi, quanto mai! Il viaggio sembra infinito e come al solito ci becchiamo davanti i soliti stronzi che vanno più lenti di un bradipo. Dopo qualche strada presa erratamente, vediamo finalmente il cartello della città di Turbigo. Più ci avviciniamo al pub, più la strada si fa stretta e tumultuosa, passiamo anche sopra un ponticello con il Ticino proprio a pochi centimetri sotto i nostri culi. Dove cazzo stiamo finendo?
Giunti finalmente all’angolo della strada dissestata, ci compare davanti La Cabotina. Il viaggio incasinato è stato compensato dalla bellissima location in cui si trova il pub: nel mezzo del Parco Ticino, con il fiume che scorre proprio in parte. Entriamo e riconosciamo subito le facce dei ragazzi delle band che suoneranno tra poco. Per smorzare l’attesa ordiniamo da mangiare, lo staff è da subito gentilissimo e ci fa sentire come a casa. Attendiamo la nostra cena nei tavoli fuori, con alle nostre spalle un tramonto spaziale dai colori che, con un po’ di immaginazione, ti sbalzano sulle spiagge di Venice Beach. Un vero spettacolo.
Finiti i nostri panini e patatine, rientriamo e ci piazziamo davanti il palco come al solito. Iniziano i Koseakaso, band di Vercelli attiva dal 2011. I ragazzi fanno un melodic punk che mi riportano alla mente band come i blink-182 ai tempi d’oro. Partono con “Casi”, brano del loro ep del 2014 “Grande Giove!!!” La loro scaletta è molto variegata: suonano pezzi tratti dal loro primo demo “Scusa, ma ho le mie kose” datato 2012, fino ad arrivare a quelli del loro ultimo album “Squaloparco” dell’anno scorso. Nonostante ci sia ancora poca gente presente, i ragazzi non perdono il sorriso e concludono l’esibizione con “Il problema”.
Pochi minuti dopo salgono sul palco i Secoli Morti, la band composta dal piccolo Edo, suo padre Mattia (Skruigners) e Walter (Menagramo). Finalmente comincia ad arriva un po’ di gente. I ragazzi purtroppo per problemi di tempistica sono costretti a eseguire la scaletta senza nemmeno una pausa. Suonano quasi tutto il loro album per intero, partendo con “Lupi Mannari”, passando per “Mostro” cantata dal piccolo Edo e concludendo con la mia canzone preferita “Un passo verso la vita”. Dopo aver ringraziato La Cabotina per averli ospitati nuovamente dopo il loro primissimo concerto tenutosi a maggio dell’anno scorso proprio qui, Mattia fa un annuncio: tra meno di un’ora il caro Walter compirà 30 anni. E così salutiamo i ragazzi intonando un “tanti auguri faccia da pirla”. Sempre bravissimi, non vedo l’ora di un nuovo album. Comunque, la band domenica 5 maggio sarà all’HT Factory di Seregno per registrare il videoclip di “Cielo che brucia”, venite numerosi!
Subito dopo di loro, seguono i ragazzi dei LineOut e mentre sistemano l’attrezzatura, andiamo al banchetto del merchandise a fare compere.
Torniamo giù ed iniziano a suonare. Partono con l’energica “Marcallo is shit”, il locale è praticamente pieno ma la gente sembra morta, state aspettando per caso la resurrezione ragazzi? Siamo a un fottuto concerto punk rock, non in chiesa. Muovete quei culi cazzo! Ironia a parte, la band per quanto mi riguarda è spettacolare, fanno un melodic hc punk che ti entra in testa e ti fa venire voglia di fare le valigie e partire per la California. Nella scaletta sono presenti un paio di brani che saranno nel loro nuovo ep “Pugno dall’inferno” in uscita il primo maggio. L’ep composto da 4 brani è interamente registrato in presa diretta e sarà pubblicato dalla loro nuova etichetta indipendente. Che dire, non vedo l’ora che esca! Concludono il concerto con “Bastard“, canzone che dedicano a tutti i ragazzi che hanno la passione per la musica.
A seguire è il turno dei Discomostro, mine vaganti a dir poco. Ci voleva il Carlame e company per accendere lo spirito della serata. “CIAO IO SONO CARLO E NON HO VINTO MAI NIENTE” ed è subito delirio. Il pubblico finalmente è risorto e comincia a pogare un po’, meglio tardi che mai! Tra una canzone e l’altra il buon vecchio Carlame ribadisce “minchia che sete!” incitando la gente a portargli una birretta. Tra urla fuori dalle finestre del pub, strisciate in mezzo al pubblico e cappi fatti con il filo del microfono, i Discomostro tirano fuori la miglior esibizione della serata, per quanto mi riguarda. Sarà lui, sarà la birra, ma per me Carlame è uno dei migliori frontman attualmente in circolazione. Pare di aver davanti la reincarnazione di Darby Crash.
Per ultimi si esibiscono i Disordine, band bergamasca attiva dal 2004 che tira fuori un punk rock old school diretto e conciso. Purtroppo la gente rimasta è poca, infatti la band ringrazia da subito chi è rimasto per assistere alla loro esibizione. La scaletta vede principalmente pezzi del loro ultimo album “Pianosequenza” del 2018 di cui ve ne abbiamo parlato qui.
La serata si è conclusa, ringraziamo La Cabotina, Professional Punkers, le band e tutti i ragazzi che hanno contribuito alla riuscita di questa prima edizione del Resurrection Fest.

Live Report e foto a cura di Silvia Pirotta

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