Bologna City Rockers: XX edizione tutta in levare

Derrick Morgan e molti altri per la ventesima edizione di Bologna City Rockers!

Prima di iniziare a scrivere premetto che alla serata, al mio primo report, c’ero io, Fier, l’inviato speciale da Verona!
Arrivo al Sottotetto per la ventesima edizione di Bologna City Rockers insieme a Teo con un paio di ore di ritardo, grazie al prestigioso servizio offerto dalle ferrovie dello Stato. Carichi da vari aperitivi, chi dal pomeriggio, chi da strascichi della sera prima, ci dirigiamo all’ingresso con tante buone intenzioni e tanta voglia di fare casino. Paghiamo l’ingresso e entriamo giusti mentre inizia a suonare il secondo gruppo: gli Ivanoska. I fiorentini propongono uno ska punk simile per un certo senso ai Redska, con un ricordo però anche a Giuliano Palma and the Bluebeaters. Peccato per il poco pubblico, che si stava comunque iniziando a scaldare (il sassofonista fra l’altro assomigliava un botto a Deni Grato).
Dopo la pausa birra & borghetti, facciamo un salto fuori a prendere un po’ d’aria, tirare un due morsi a un panino per fare tappo e passare per le distro che meritano sempre un’occhiata.
Inizia a suonare il terzo gruppo: Jamaican mood! Sul palco un gruppo interessante di rude boys che ritorna alle origini: giusto per capirci, la cover di “54-46” ha spaccato! La sala inizia a riempirsi bene, insieme ai fegati, e partono le prime danze.
È ora di fare un’altra pausa e di continuare a bere borghetti. D’altronde, Verona non perdona. Si saluta la bella gente che inizia ad arrivare. A questo punto dovrei raccontare che durante la serata io ho provato a prendere appunti sul telefono sulla serata ma da questo punto iniziano ad essere confusi. Ma d’altro canto dopo un pomeriggio passato a fare aperitivo inizio ad accusare le birre.
Il quarto gruppo sono le mitiche Le Tremende. È ora di fiondarsi sottopalco a ballare. La sala è bella piena e la temperatura all’interno della sala inizia ad aumentare. Fra una danza e l’altra passano sia loro, sia i Boundless Ska Project che propongono un suono molto tradizionale, che si rifà molto al rocksteady e all’early reggae. Mi perdo anche a parlare fra il bancone e le pause cicche all’aperto per recuperare un po’ di ossigeno e rinfrescarmi un po’.
Arriva così il momento più atteso di tutta la serata: Sua Maestà Derrick Morgan! La sala concerti è stracolma ma noi ci eravamo piazzati preventivamente sottopalco per non perderci neanche un attimo del concerto. Che un signore con l’età di Derrick Morgan ha ancora la forza e il coraggio di affrontare il palco e reggere una bolgia scatenata come quella che si era ritrovato davanti quella sera fa pensare. Un sentito ringraziamento al King per andare ancora in giro e far conoscere e ballare noi ragazzi giovani con la sua musica. Tougher than tough!
L’ultimo gruppo che ha suonato sono stati gli Arpioni, grandi classiconi. Purtroppo, gli appunti qua sono completamente mancanti, ma questo significa solo che ci si stava divertendo troppo per ricordarsi di prenderli.
Finito i borghetti, finiti i concerti ma non le danze. Si è tirato avanti fino a tardi come al solito con il super dj set del Bologna City Rockers, che non poteva non finire con “Sai che bevo sai che fumo”.
Dopo 5 minuti di collasso si salutano gli ultimi reduci e ci si dirige alla fermata del bus. Il treno per tornare a nord del Po aspetta. Sul bus si fanno gli ultimi saluti e poi dritti in stazione.
Voglio ringraziare di cuore tutti i kids bolognesi che come ogni volta si sbattono per organizzare serate da paura. A sto giro avete fatto veramente la storia, portando una leggenda del calibro di Derrick Morgan in Italia. Complimenti Bologna City Rockers e ci vediamo alla prossima!
Un breve saluto a tutti i balordi che ho incrociato, Talini, Zeman, Mauro, Roberto, Gaia (ghesboro), Tozzini (merda) che per l’occasione non era manco stampellato, Oliver, Niccolò e tutti quelli che ho salutato e a cui chiedo scusa se mi dimentico di citarli. È stato un grande concerto, nonostante dopo una certa ora il capire si è fatto sempre più labile ma a dispetto della confusione data dall’alcol è stata una serata indimenticabile. Grazie ancora a tutti, ci si vede alla prossima!

Live report di Fier
Foto di Francesca Paola Marino – Bologna City Rockers

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