Recensione: Affondo – A Mezz’Aria

Da Ostia il nuovo album degli Affondo

Oggi andiamo sul litorale romano dove da Ostia arrivano gli Affondo, band punk che in maniera del tutto autoprodotta, come piace a noi, ci ha gentilmente inviato la copia fisica per fare questa recensione del loro nuovo album intitolato “A Mezz’Aria“.

12 brani, compreso di bonus track in versione punk rock di “La Prima Cosa Bella“, che ci catapultano nella dimensione degli Affondo: un punk che esce fuori influenzato a volte dal melodic hc ma che più spesso è combinato ad un hardcore vecchia scuola, diretto e pestato.

Riff ben dosati, power chords a nastro ma anche qualche bel giro catchy al punto giusto che si combinano ad un basso presente e ad una batteria di forte impatto.

Parlando del vocale è la cosa che mi è piaciuta di più. A parte il cantato italiano che in questo album ci calza a pennello, la grinta e la passione con cui vengono urlati fuori i testi è tanta roba.

I testi, dicevamo, si lasciano leggere ed ascoltare con piacere, scritti in maniera magari un po’ semplice, ma mai dozzinali. Si affrontano tematiche come il territorio e il disagio sociale, il tutto senza rassegnazione ma anzi con forte voglia di riscatto.
A Mezz’aria” e “Il Fatto è Che Mi Sono Proprio Rotto Il Cazzo” sono le canzoni che hanno quel qualcosa in più e mi sento di citarle in quanto sarebbero dei singoli perfetti.

Che dire più, “A Mezz’Aria” è un album solido, compatto che tranne la durata forse eccessiva di alcuni brani – ma questo è soggettivo – mi ha convinto dall’inizio alla fine. Bel lavoro, Affondo!

 

Voto album: 7,5/10

Tom

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