Distruggi La Bassa 2019: qui si è fatta la storia!

Riviviamo i primi due giorni del Distruggi La Bassa 2019

E finalmente è arrivato il festival che tutti aspettavano! Il Distruggi la Bassa è diventato ormai una vera e propria istituzione per l’estate dei punx italiani, e la crew che ci sta dietro con passione e pazienza quest’anno ci ha regalato un vero capolavoro! Potevamo dunque mai mancare? Ovviamente no e quindi anche stavolta ci siamo diretti muniti di gazebo, tavolini, tenda e distro verso le basse ferraresi! Quest’anno abbiamo inaugurato la nostra nuova pezza dedicata all’amico Stefano, proprio di Ferrara e membro della famiglia di Radio Punk che troppo presto ci ha lasciati. Stefano Massa sempre con noi! 
Piccola precisazione prima di iniziare, questo report è stato scritto grazie al contributo di più persone e per rispettare l’esperienza individuale abbiamo deciso di non unificare l’io narrante al “noi” ma di lasciare la prima persona singolare quando ci è sembrato più opportuno.
Appena arrivati, veniamo subito accolti dai fratelli del Distruggi La Bassa, in questa tre giorni impegnati a districarsi tra i “porci” (chi c’era ha capito a chi ci riferiamo), addirittura in versione elicottero e tutto quello che comporta un fest di questo calibro. Salutiamo subito Christian di Anfibio Records, Ivan e Paolo di Disasstro, Mongy, Martina, Grug, Zanna, Dende e Bolo Punx, Benny di Punkadeka, Andrea di Istinto oggi in modalità serigrafia live per la maglia del Distruggi La Bassa, Ingrid dello Sbrillificio, e Robertò di Hellnation. Poi finalmente ci disponiamo nel nostro enorme gazebo, ci beviamo una birra tutti insieme e via coi concerti!

Aprono le danze i The Gore, band proprio del territorio dediti ad uno sludge/stoner/doom molto particolari. Belli carichi e con la giusta ruvidezza, olè!

Si corre dall’altro palco – eh già, vuoi che la ciurma DLB non avesse pensato a mettere due palchi?! – e cominciano i Riot Squad, Bad Brains sparati a mille che come dice lo stesso Janz, membro dei Riot Squad ed ex Impact, è una band da non intendere come tributo a, ma come semplice band che sale su un palco e si diverte! Avanti così!

Partono poi i Mucopus, band Torinese con un hc da brividi. Attivi dal 1995 e che meritano davvero un posto in primo piano nelle scene punk italiche.

Tadà! Ecco a voi i Crisis Benoit. Geniali, semplicemente geniali. Attitudine hardcore, parlano e si nutrono di wrestling, impartiscono una mazzata sonora indimenticabile con il loro grindcore marchiato ECW. Duo+1 (campeggia sul palco l’action figure di Undertaker) chitarra, batteria-voce efficacissimo. Tanti cuori!

Con enorme piacere scopriamo che i prossimi sono i Confine, band vista nell’altro palco, proprio due anni prima. Migliorati tantissimo, pezzi bellissimi e ben scritti e grande verve. Hardcore tirato e originale, suoni curatissimi. Bombissima!

Da Pescara poi la rivelazione per tutti noi, i 217, hardcore East coast stile Slapshot che ti entra dritto come un pugno e non ti lascia più. Memorabili e da rivedere per un set più lungo.

LeTormenta. Nostri vicini di banchetto, persone immense, musicisti sopraffini e poesia che diventa azione. Come sempre spettacolo garantito, passione vera e fuoco e fiamme. Una di quelle band che potresti vedere e ascoltare per ore e ore senza mai stancarti, grazie al loro stile tutto particolare. Chapeau!

Arriva poi la tripletta finale, Eu’s Arse, Nabat e Total Chaos. Insomma un pezzo di storia, tutti da 30 anni circa sulle scene, tutti a portare avanti lo spirito del punk.

Gli Eu’s Arse, da Udine con furore, propongono ancora il loro hc punk pacifista e anarchico che ha conquistato il suo spazio nei cuori dei punk di tutta Europa. E ancora una volta ci ricordano che se lo stato ha bisogno di noi, beh, fottiamolo.

I Nabat invece sono sempre i Nabat. Immensi, calorosi, diretti. Le loro canzoni sono ormai parte di noi, da Asociale Oi a Laida Bologna, tutti cantiamo e li supportiamo. Una delle band più pure e più vere della scena. E il calore del pubblico lo conferma ad ogni concerto.

A chiudere questo primo giorno di Fest, i Total Chaos; band americana e conosciutissima, ci propone il loro hardcore/Street punk ormai rodato da anni in giro per il mondo. E sono sempre energici, sempre ad urlarti in faccia i problemi di questa società. Momento top per me: Police Rat. Li rivedremo presto in Italia, per cantare ancora insieme.

E mentre loro salutano la festa non finisce, grazie alla mitica Dj che tra un borghetti e uno sguazzone ci fa ballare fino all’alba e anche oltre. Grazie a tutti per questa serata indimenticabile…

… E dunque ancora svegli ci prepariamo alla seconda giornata del Fest! Dopo una bella rinfrescata al lago, si parte in bomba con il documentario dedicato ai Kina, band di punta della serata. La mitica band hardcore valdostana è protagonista di questo documentario, Se ho vinto Se ho perso, in cui si ripercorre la storia del gruppo tra mille difficoltà, emozioni e tour europei. Bello ed emozionante! Vi consiglio anche il libro, Come Macchine Impazzite, per gustarvi ancora quei mitici anni.

Si attacca poi con i Bislers, band ferrarese agli esordi, che con il proprio hardcore semplice ma compatto scalda il pubblico che già dalle prime ore non sembra essere timido. Bravi e cazzuti, ci sono piaciuti!

Tocca poi agli intothebaobab, band che seguo da anni ma che ancora non avevo avuto l’opportunità di vedere e che finalmente mi godo dal primo all’ultimo minuto. Semplicemente grandiosi! Canzoni tirate, parti melodiche, coinvolgenti, ma che volete di più?!

Mentre tutti cercano Jubby, siamo pronti a gustarci i Vivere Merda, gruppo punk hc friulano che nel corso di questi ultimi tempi stanno evolvendo e perfezionando il loro sound. Anche se non possono mancare i cavalli di battaglia come A tutti i punx birra e vino gratis! Alla vostra, ragazzi!

Salgono sul palco nel giardinetto i Tempest, che d’ora in avanti si chiameranno Galeforce. Segnatevi attentamente questo nome, perchè questa band propone un hardcore potente, melodico e che ricorda a tratti i Comeback Kid, ma con uno stile assolutamente unico. Bellissimi e commoventi i discorsi dal palco del cantante, solo applausi.

Gli amatissimi Drunkards dopo un check velocissimo sono pronti a smitragliare il loro crust/d-beat/thrash metal. La band è attiva da tempo e si vede, live potente e di grande impatto che raccoglie subito consensi tra i punx accorsi sotto palco!

Tempo pochi minuti e si passa dal punk/metal violento e marcissimo dei drunkards al hardcore vecchia scuola fatto dalla straight edge band Chains. Visti anni fa, i bolognesi sono ancora in forma smagliante e la loro energia contagia tutti, ma proprio tutti!

Qualche chiacchiera, qualche giro tra stand e auto-produzioni ed arriva il momento per i miei romantic punx preferiti, i Kalashnikov da Milano e dintorni. Sono anni che li seguo e mi gusto i loro album fatti di anarcho punk, elettronica e poesia. Un mix esplosivo che mi fa impazzire, che ve devo di! Prima volta che li vedo senza Valeria ma senza ombra di dubbio la carica e l’energia rimane la stessa di sempre. 30 minuti non bastano, vorrei di più, vorrei immergermi ancora nella loro musica che spezza le catene!

Ai Methedrine tocca il complicato compito di tenere un concerto dopo l’incredibile set dei Kalashnikov. Ce l’avranno fatta? Eccome! La band con alla voce Lou degli Upset Noise dimostra subito di che pasta è fatta, proponendo un d-beat con massicce dosi di metallume e una tecnica da parte dei musicisti sublime. Quando la tecnica si mischia con la potenza, strepitosi!

Ma bisogna far spazio anche alle altre band e dunque ecco che mi becco per la prima volta (e per la prima volta li ascolto anche) i Razzapparte, Viterbo oi! con furore. Incredibili davvero, mi hanno contagiata ed entusiasmata con il loro sound oi skin che fa muovere la testa e alzare i pugni al cielo. Grandi!

Non c’è tempo per riposare e si parte alla grande con i NoWhiteRag! Ecco, loro sono quelle band pure, con uno stile che arriva dritto al cuore, eppure mescolano idee, sound e persone. Dopo il loro ultimo album, se è possibile ho iniziato ad amarli ancora di più. Inutile dire che Zanna travolge la folla come pochi e gli altri battono sugli strumenti come pochi tenendo alto il volume e un ritmo incalzante. Ogni volta è una grande lezione musicale e una grande emozione! Mitici!

Face Your Enemy. Li attendevamo al varco, una band che nell’unica volta che siamo riusciti a vederla è riuscita nell’impresa di rianimare una sagra di paese con età media 85 anni. Cosa hanno combinato qua nella bassa? Il macello più totale. Garanzia assoluta di spettacolo, carica emotiva e divertimento. Paurosi!

Il tasso alcolico si inizia a far sentire, la nostra distro viene presa d’assalto ed ecco che salgono quei mostri dei Vitamin X. Sembrava di essere in uno di quei concerti hardcore in america negli anni ’80. Pogo furioso, loro che saltano da una parte all’altra e canzoni veloci, tirate, una dietro l’altra con una foga mai vista. Band impeccabile, è stato un piacere scambiare due chiacchiere nel post concerto con il gentilissimo Marc. Devastanti!

Prima dei Kina tocca ai Plakkaggio, trio cazzutissimo di Colleferro che propone un genere che se sto qua a nominarlo finite di leggere il report tra una settimana. Oi!/Hardcore/Punk/Metal di tutto e di più finisce nel calderone di quella che sarà un’esibizione e dei momenti di grande trasporto per tutti i punk. Vi diciamo solo che le ultime canzoni avevano tipo 50 persone sul palco, cose mai viste, cose da pazzi. Plakkaggio, vi vogliamo taaaanto bene, ormai assurgete voi a leggenda!

A chiudere il sabato del Fest la band che ha fatto un pezzo di storia dell’hardcore italiano: i Kina. Personalmente li ho sempre trovati diversi, non tanto per il sound a volte più elaborato, ma per i loro testi. Per quella vena poetica e surreale che scorre tra le note. Per quella voglia di farcela e fuggire da una Valle d’Aosta che stritola. Non so per quanto i tre Kina suonino, non so quante canzoni passano tra le nostre orecchie e i nostri cuori, quello che so è che è un’emozione unica, rara, sentire questa musica dal vivo, davanti a tutti noi. Immensi come sempre.

Dopo un concerto e dei momenti così intensi e meravigliosi, si torna a sbevazzare, si commenta la serata, ci si abbraccia si ride e si scherza, consci di aver assistito ad una serata magnifica. Nel post-serata dopo gli immancabili borghetti diy si torna in tenda mezzi storti, anzi del tutto storti.

Ci spiace molto non esserci fermati il terzo giorno, moltissimi gli inconvenienti e alla fine è toccato “paccare”, speriamo comunque sia stata una splendida giornata di concerti e di presentazioni di libri e fanzine, perchè come ci hanno riportato “anche chi non suona ha qualcosa da dire!“.

Qualcosa di storico doveva accadere, qualcosa di ancor più storico è accaduto. Chapeau e infiniti ringraziamenti al distruggi la bassa. Quello che è nato come un festival DIY è ad oggi un fantastico festival DIY che è riuscito a creare qualcosa in un territorio complicato, arricchendolo di controculture e dimostrando che voglia di fare c’è e che bisogna lottare e creare autogestione e aggregazione. Vogliamo di cuore, ancora una volta, ringraziare le band, chiunque sia passato alla distro, tutte le distro, tutti e tutte voi che avete preso parte a questa straordinaria edizione del distruggi la bassa e Amanda, Fulvio, Benny di Punkadeka per la compagnia, le chiacchiere e la bellissima menzione nel loro scicchissimo video-report. Infine l’ultimo grazie lasciatecelo per il distruggi la bassa. Siete magnifici.
PS: Ci mancherà un sacco vedere Monta, Ciro e tutti gli altri girare in bicicletta all’impazzata, quest’immagine resterà scolpita negli secoli!

Chiudiamo il report con quello che è accaduto la mattina del terzo giorno dove si è consumata la tragedia che tutti sappiamo. Non ci sono parole, sul serio, il magone che è salito ai presenti era qualcosa di indescrivibile. Dedichiamo questo report, un grosso abbraccio e un bacio al cielo a Ibrahim e ci stringiamo attorno a famiglia, amici e cari. Ciao piccolo.

Live report di Stefania e Tom
Foto di Francesco Dose e Zoe – Radio Punk

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La foto-gallery non è completa ma presto usciranno tutte le foto, stay tuned!

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