Rotten River Camp 2019: L’unione fa la forza!

Ad Agripunk in scena l’edizione 2019 del Rotten River Camp

Per fare questo report bisognerebbe cominciare col descrivere i fatti, vergognosi, che hanno portato la ciurma del Rotten River, composta da Kaizoku, Rumagna Sgroza e friends a cambiare location all’ultimo. Dico bisognerebbe, perchè in realtà, di parlare nello specifico dei soliti bastardi che hanno come al solito esercitato un abuso di potere clamoroso non ne abbiamo poi così voglia, visto che ci sembra più giusto dare spazio alla parte bellissima e positiva del fest, visto anche che la vittoria alla fine è stata del Rotten River, di Agripunk che ha ospitato il fest e di tutti coloro che hanno sostenuto fino alla fine questo progetto. Per dovere di cronaca, però due cose le dobbiamo dire a voi che leggete e magari siete ignari di tutto, quindi, in sintesi, cos’è successo? I soliti cagnolini del sistema hanno impedito, su ordine di chi tiene il loro guinzaglio, lo svolgimento del fest, revocando i permessi e le autorizzazioni concesse mesi fa con delle scuse patetiche. D’ora in avanti abbiamo deciso che ci rivolgeremo a queste “forze oscure” con il simpatico termine “LEMMERDE”.
La nostra ciurma di pirati romagnoli – e non solo – preferita decide di creare tramite l’intramontabile passaparola una sorta di rete attraverso cui comunicare la decisione. Il Rotten River si fa e si fa ad Agripunk! E così succede che due realtà in difficoltà come il Rotten e Agripunk – a rischio sfratto, siamo con voi! – riescono a sostenersi a vicenda e a regalarsi sorrisi ed emozioni che rimarranno scolpite nei secoli. Una dimostrazione che se mai fosse necessaria, quando vogliamo sappiamo stare in piedi da soli e che, come scritto nel titolo, l’unione fa la forza!
Ma andiamo con ordine. Partiamo dalla terra di nessuno e dopo svariate ore tra asfalto, code e lavori in corso giungiamo nella Valdambra a Bucine (Arezzo), precisamente nella frazione di Ambra, dove Agripunk è riuscito a strappare terra e locali ad un deprecabile allevamento intensivo di tacchini in seguito ad una grande battaglia e a ricavarne un magnifico rifugio per animali, umani, punk, band e chi più ne ha più ne metta, il tutto immerso nel verde e dopo aver effettuato lavori di vario tipo nelle strutture. Chapeau!

Quanto a noi dopo aver montato la distro quasi al buio, salutiamo, riscaldiamo i fegati e ci gustiamo un bel crescione vegano fatto dal sontuoso baracchino di Carè e co. Parte a bomba il mitico Path, che col suo acustico ci intrattiene e ci fa cantare i suoi classici più i brani del nuovo “Cinema” che, anche senza band, riesce a riarrangiare bene e anzi a farceli gustare in un’altra salsa. Poesia.

I Carlos Dunga che non vedevo da tempo immemore ci parlano di calcio e non solo, urlandoci e intrattenendoci come solo loro sanno fare. Heavy Metal che si mischia col punk hardcore di grande potenza e tecnica, sempre bello rivederli.

Tadà! Ci sono i Nabat! Ma mica i Nabat al normale, eh sarebbe stato troppo facile. Oggi i Nabat suonano in circa-acustico, nel senso che suonano seduti, con gli strumenti elettrici, senza batteria e con Steno che ci delizia con l’armonica. Non a tutti ha convinto questa versione, a noi è piaciuta anche se chiaramente preferiamo l’originale, ma ci stava sentirli in un altro modo e anche gli skin&punk sotto palco hanno apprezzato!

Oi! fatti una risata! Dopo un momento così emozionante, salgono sul palco le leggende savonesi, i Klasse Kriminale! Mai sentiti dal vivo e vi soprenderà ma la canzone che ce li ha fatti scoprire è “Siamo Tutti Antifascisti” dello split Smash Fascism. Da lì in poi è stato amore, un gruppo capace di suonare street punk in maniera fedele allo stile ma allo stesso tempo originale. Grande prova dal vivo, tanta carica ed energia e speriamo di rivederli presto.

“Noi siamo gli Azione Diretta, noi siamo tempesta!”. Con queste urla attaccano gli Azione Diretta e nel frattempo ci guardiamo attorno e ci rendiamo conto che il posto sembra una di quelle feste di paese, tipo effetto piazza del borgo. Stupendo. Gli Azione Diretta visti in casa al release party sono un’esperienza difficile da superare. A loro l’arduo compito di stupirci fuori casa. Ce l’avranno fatta? Ovvio! La band ormai ha uno stile consolidato, un feeling tra di loro in primis e con il pubblico che li rende unici e speciali. Saranno i loro testi che ti entrano subito in testa e ti riempiono il cuore, saranno quei riff potenti e melodici, ma gli Azione Diretta, studio o live sono incredibili!

Gli Urban Vietcong sono l’ultima band a salire sul prestigioso palco del Rotten River. Il quartetto livornese oggi è munito di cattive intenzioni e di Txalako, una bevanda basca che è la nuova droga di chi scrive. Quest’oggi ancora più in forma della scorsa settimana e coi pochi rimasti a far casino e a cantare ci prendono gusto e tirano fuori una prestazione da oscar. La loro proposta street punk con linee melodiche e testi politici fa scatenare gli ultimi superstiti e ci fa andare in branda col sorriso!

Nel mentre ci accorgiamo che è scoccata la mezzanotte e un pensiero, inevitabilmente, torna a Carlo Giuliani nel giorno in cui, nel 2001, si riconfermò che lo Stato e il Capitale sono disposti eccome a uccidere per i propri interessi. Non dimentichiamo, non perdoniamo.

E così, dopo i soliti inevitabili ballamenti ce ne andiamo riposare le nostre stanche e ‘mbriache membra in vista del giorno successivo che si preannuncia splendido splendente.

Il secondo giorno parte e dopo aver esplorato la zona si torna in zona concerti dove tra birre e chiacchiere con e su Agripunk si rimonta la distro e si fa presto ora dei live.

Cominciano gli Ostile, band oi-core lombarda che mette subito in chiaro le cose sputando veleno e rabbia contro “lemmerde”, padroni e fascistume. Dalila ha gran carisma e tiene alla grande il palco, piano piano si avvicinano sotto palco e supportano la situazione. Zero fronzoli e tanta grinta questi Ostile!

A seguire l’unico gruppo da fuori Italia. I brasiliani Desacato Civil, che ci hanno regalato anche una interessantissima fanzine scritta anche in inglese e con cui abbiamo avuto il piacere di scambiare due chiacchiere la sera prima. I brasiliani ci deliziano con un hardcore punk aggressivo e politicizzato e la band dimostra di saper stare sul palco merito di un’ottima sintonia fra i membri e di pezzi diretti, veloci e di forte impatto. Bellissima scoperta di questo Rotten River!

…E poi ci sono i No More Lies, da Roma con furore! Capitanati dal Marinaio, la band tira fuori dell’ottimo punk hardcore bello cacciato come piace a noi e lo combina a venature e ad una forte attitudine street punk. Visti a Pescara un mese fa, confermiamo il fatto che siano un gruppo che sa il fatto suo, d’altronde i No More Lies sono composti da veterani della scena e l’esperienza è sicuramente dalla loro.

Avremmo tanto voluto parlare dei Ghetto 84, così come dei CoSka, purtroppo il destino ha voluto che nessuna delle due band riuscisse ad esserci, speriamo di vederli presto. In ogni caso la ciurma del Rotten River ha tirato fuori un numero che mago Silvan gli spiccia casa. Difatti sul palco si palesano i Plakkaggio in formazione originale per festeggiare quesi 15 anni di attività. Sticazzi!
L’ultima volta al Distruggi La Bassa, due settimane prima, era finita con la popolazione mondiale sul palco e una gran festa. Questa volta anche se con meno gente, c’è stato ugualmente tanto pogo e ci si è sgolati da matti. La nostra cover band dei Venom che non fa i Venom preferita fa sempre il suo e questo grazie ad una originalissima proposta musicale metal/hc/oi e a dei brani che ti fanno scatenare. Voto: 666!

Successivamente salgono sul palco i Contrasto, su di loro, leggende hardcore da Cesena, vecchia scuola vecchia maniera ci sarebbe da scrivere moltissimo e un report non basterebbe. Si parte con l’immancabile e doveroso discorso politico di Max, che al solito fomenta un casino, grazie al contenuto e al trasporto emotivo che riesce a dare sopra quelle note ipnotiche di basso che riuscirebbe a risvegliare anche le anime più sopite politicamente. Poi si parte a bomba con “Credere Obbedire Crepare a Testa in Giù” e si va avanti con canzoni del nuovo album e altre tratte da “Tornare ai Resti” e dallo split coi Kalashnikov che oltre a scatenare il solito pogo inclusivo fa cantare e perdere la voce. Live come al solito di enorme carica emotiva, senza tregua, concitatissimo. La band è sempre affiatata da far paura e col pubblico si carica a sua volta tanto che Max alla fine non resiste e si lancia in stage diving tra il delirio generale! Sembra tutto finito ma partono minacce e intimidazioni se la band non fa il bis – ovviamente è una battuta – e così i Contrasto suonano “Lontano” tratta dallo split “Alla Vecchia Maniera”. Pelle alta, grazie Contrasto!

Dopo di loro, sudati e privi di voce, dobbiamo recuperare in fretta perchè è tempo dell’ultimo gruppo, i Bull Brigade. I loro testi sono di grande cuore e in grado di regalare emozioni, anche perchè diciamocelo, un po’ tutti ci ritroviamo o possiamo ritrovarci nelle situazioni descritte. E poi sono dannatamente efficaci, dopo un ascolto stai già li a cantare. Se poi ci abbiniamo la proposta musicale, originale, unica e orecchiabilissima, si capisce perchè siano richiestissimi in Italia e anche all’estero. Anche questa volta nella dimensione live ci hanno convinto e ci siamo divertiti un casino in questo ultimo concerto – per un bel po’ di tempo, prima dell’ultima data al punk and disorderly a Berlino. Gli skin & punk sottopalco hanno cantato senza fermarsi con stage diving continui; bravissimi i Bull Brigade che ci hanno fatto ancora sognare, sotto a quel palco al concerto oi, per semi-citare il loro “Mai Confonderla”. Si chiude così, in bellezza, la parte concerti del Rotten River 2019!

A seguire l’immancabile dj set a cura di El Pollo Loco e Luca dei Radio Shakedown che ci fanno danzare tra musicaccia trash, dance, anni ’80, ’90 e chicche-rarità!
Il giorno dopo ripartiamo dopo aver augurato il meglio ad Agripunk e alla ciurma del Rotten River e beh, lo avete capito, siamo ai saluti. Ringraziamo intanto voi che siete arrivati a leggere fin qui, grazie di cuore, scrivere un report è piacevole ma è anche difficile ed è un lavoro lunghissimo. Ringraziamo col cuore in mano Agripunk, magnifica realtà e magnifiche persone, la ciurma del Rotten River, Rumagna Sgroza e Kaizoku Records per l’incredibile dedizione e per la grande dimostrazione di caparbietà e attitudine, tutte le band che hanno regalato indelebili ricordi ed emozioni, tutti i presenti che hanno supportato questa meravigliosa due giorni e hanno sostenuto il progetto fino all’ultimo ed infine le distro presenti e gli amici nuovi e vecchi che sono passati al banchetto. Grazie a tutti e tutte, alla prossima!

Foto di Zoe – Radio Punk

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