Bologna City Rockers 22: report e foto

Hard Skin, Nabat, Saints&Sinners, Atarassia Grop, Clear Cut, Middle Finger e Frode live al Sottotetto di Bologna

Era dal 27 luglio a Viterbo che con Radio Punk non mettevamo la distro in giro. Una pausa piuttosto lunga, considerando che in un anno abbiamo portato il nostro dinosauro praticamente ogni weekend in giro per lo stivale, manco fossimo una tifoseria organizzata. Ci mancava decisamente respirare l’aria dei concerti, salutare punk e skins, amici e compagni. Ci mancavano i power chords, i sing along, il pogo, i tupa tupa e i tutupa tutupa. E dunque, quale occasione migliore per riprendere le abitudini se non la ventiduesima edizione di Bologna City Rockers?!
Così, quindi, prendiamo armi e bagagli e ci dirigiamo verso il Sottotetto aka il posto col palco più alto della storia e di buonora montiamo il banchetto, compresa la pezza dedicata a Massa, componente della famiglia di Radio Punk che proprio a mezzanotte avrebbe compiuto gli anni. Stefano Massa sempre con noi.

Il clima che si respira è quello dei grandi eventi, difatti Bologna City Rockers ci ha abituato a organizzazioni impeccabili e nomi altisonanti. Si inizia prestissimo o meglio puntuali con i Frode, oi semplice, diretto e dai testi rabbiosi. Purtroppo la maggior parte della gente ancora non è arrivata e forse per questo la prestazione della band un po’ ne risente. Tuttavia non mi dispiacciono affatto e sono curioso di vederli davanti a più gente e magari in contesti più piccoli.

A seguire è l’ora dei Middle Finger, band street punk dai riff melodici e potenti che mi colpisce parecchio, sia perché la gente davanti inizia ad arrivare, sia per la presenza carismatica del cantante. Bellissima scoperta di questa edizione di BCR. Seguiteli che meritano!

A questo punto ci arriva la notizia della mancata presenza dei Pretesto: peccato perché eravamo molto curiosi di sentire la band oi-core torinese e in fretta e furia si preparano per salire sul palco i Clear Cut. I bolognesi, tra le poche band oi della zona che mi mancavano da vedere in sede live non mi deludono affatto e con il loro oi di forte impatto ci regalano una scaletta compatta e bella violenta.

Terminato il concerto dei Clear Cut ci guardiamo attorno e presto ci accorgiamo che il grande momento sta per arrivare. Una delle mie band preferite, una delle primissime band punk, oi, o meglio di tutto come si autodefiniscono “Combat Burdèl” che ho conosciuto sta per salire sul palco. E già dalla prima nota, è pelle d’oca, brividi, emozioni e ricordi. Ecco a voi gli Atarassia Grop! Si parte con L’Oltretorrente, si va avanti con “non si può fermare il vento”, poi “Siamo sempre insieme a voi”, “Vi Odio” probabilmente la mia canzone preferita sull’antifascismo insieme a “10 100 1000 Acca Larentia” dei Tear Me Down e poi “Sciarpe Tese”, forse la prima canzone di questo filone ascoltata quando muovevo i primi passi in gradinata. Al cuor non si comanda, perciò, grazie Atarassia Grop di questa semplicemente perfetta mezzora di grande pathos e grazie BCR per averceli riportati!

Con un sorriso da ebete stampato in viso torno al banchetto e tra una cosa e l’altra si fa presto l’ora dei cechi “Saints & Sinners”. Il trio di Praga ha un solo problema, forse due: suona dopo gli Atarassia e forse non è conosciutissimo dai presenti. Tuttavia la cosa bella dei concerti, dovrebbe proprio essere quella di conoscere band nuove, per cui… Comunque sia al pari di altre band di questo stampo che cantano in inglese, non sono tra le mie preferite, però sul palco sanno starci, non fanno sentire la mancanza di un frontman e le canzoni sono melodiche al punto giusto senza risultare stucchevoli. Davanti c’era metà gente rispetto agli Atarassia Grop, però sono certo che possa essere stata una buona occasione per farsi conoscere dai più. A me personalmente sono piaciuti e se tornassero, tornerei a sentirli.

In seguito è l’ora dei Nabat, band che quest’estate ho visto in forma strepitosa sia al distruggi la bassa che al Tuscia Hardcore. Visti cinquecentomila volte, potrei tranquillamente vederli una volta al giorno e cantare come un pazzo. A quanto pare è la stessa cosa per i kids che fanno un bordello incredibile sotto palco, si tuffano e pogano come se non ci fosse un domani. Sono davvero contento che i Nabat suonino diversi pezzi di Banda Randagia, album a mio parere fantastico così come la nuova canzone presentata proprio oggi, ancora oggi impresso il ritornello “porto la mia croce sono uno skinhead”. Finale da brividi con i soliti classiconi e Nabat che sempre più stanno andando oltre lo status di leggende.

Dopo un giretto a prendere una boccata d’aria si torna dentro per l’ultimo gruppo. Gli Hard Skin, band sarcastic oi che tutti ci hanno presentato come dei simpaticoni! Non ciancico bene l’inglese, ma devo dire che mi han fatto una buona impressione. Il trio suona un oi piuttosto allegro e spensierato – non chiedetemi i testi né le tematiche – che mi ha piuttosto divertito! Che siano l’equivalente dei nostri Billy Boy e la sua banda? Vaboh, in ogni caso i kids si sono gasati e noi per la prima volta al sottotetto non ci siamo ubriacati! Sarà per la prossima volta, promesso!
Siamo in chiusura e come sempre vogliamo ringraziare Bologna City Rockers ed Hellnation che hanno tirato su l’ennesimo concertone, Anfibio, Tornado Ride, Nutty e Bug Radio Show per la compagnia e chiunque sia venuto a cercare di farci alcolizzare al banchetto, non riuscendoci. Un salutone a todos e lasciate stare sto report, ero sobrio, potrei aver scritto un sacco di cazzate! Ci si vede al vecchio son venerdì!

Live report di Tom
Foto di Zoe – Radio Punk

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