Professional Punkers DIY Label Fest 2 – foto e report

La ricetta della felicità? Un brodo di hardcore, un cucchiaio di demenza e una spolverata di bestemmie

Chi l’avrebbe mai detto che un fest così malsano come quello organizzato da Professional Punkers avrebbe avuto un seguito? Io di sicuro no! Dopo la prima edizione di febbraio con Hobos, Discomostro, Raw e un sacco di altri gruppi non potevo di certo farmi scappare un evento del genere. Segnato subito sul calendario e via di countdown.
Posso anche azzardare nel dire che ho cominciato ad apprezzare molto di più la scena hardcore italiana grazie a quel Fest.
Prima di proseguire, un po’ di info per quelli che ancora non conoscessero Professional Punkers: è una label che si occupa anche di booking, principalmente di band punk e hardcore dal 2014, e la festa in questione è volta a dar spazio proprio a gruppi underground hardcore (c’è anche l’edizione “Circus” dedicata al punk più “sobrio”).
Con l’hype a mille mi preparo un thermos di caffè, siccome la serata è intitolata “Malattie Mentali“, devo rimanere abbastanza lucida (almeno io) e insieme al mio fidato uomo ci mettiamo in viaggio verso Milano.
La location è la medesima di febbraio, lo spazio autogestito Eterotopia di S. Giuliano Milanese, l’ingresso costa solo 5€ e le band, come la volta precedente, sono un sacco: nove!
Si sa che con la pioggia diventano tutti imbecilli al volante, quindi arriviamo quando la prima band, i Rejekts, sta già suonando. Presenti anche alla scorsa edizione, il gruppo di Saronno fondato nel 2006 è intriso di grindcore e black metal fino al midollo. La cosa che colpisce maggiormente di questa band è sicuramente la presenza scenica del cantante Luca, stasera con un maglione à la Freddy Krueger che, secondo me, con la sua voce graffiante ci sta a pennello: tutta l’esibizione infatti sembra provocare un’infinita serie di tagli sul corpo di ogni presente appena il frontman apre bocca.
Si prosegue poi con i Aurevoir Sofia, band post-hardcore di Milano. Forse era la band che mi entusiasmava meno della serata perché il genere non è tra i miei preferiti, ma ragazzi, dopo la prima canzone volevo prendermi a schiaffi. Sono una bomba. Di solito il mio istinto è sempre buono, ma sta volta ho cannato in pieno. Esibizione eccellente e forte interazione con il pubblico, tanto che il cantante si è divertito passando più della metà del set a girare come una trottola nel pit. Veramente una cannonata. Aspetto con ansia un LP.
Ora la vecchia scuola chiama e i Zheros rispondono. Prima di dar inizio al set Corrado, il cantante, dice che hanno fatto il loro primo concerto proprio qui 22 anni fa. Ecco, io sono una dei pochi tra i presenti che 22 anni fa manco esisteva. Finalmente ho l’occasione di vedere Luca, alla batteria, nel suo “habitat naturale” dopo il fest di Punkadeka. Ora si che può andare veloce! Partono con “Decisioni prese” e chiudono con “Oltre i miei limiti”. Grandissimo rispetto per loro, peccato per il pubblico leggermente morto.
Passano la palla ai Beelzebeat, band di Helsinki o meglio dire Padova, fondata nel 2015. Unici nel loro genere, sono riusciti a fondere in maniera vincente grindcore e rockabilly. Cosa mi aspetto da ogni gruppo veneto? Ovvio, bestemmie e tanta ignoranza. Le mie aspettative, infatti, non sono state deluse. Ad un certo punto entra in scena anche un gabinetto, ebbene sì. Fa un giretto nel pit per poi essere distrutto. Forse l’idea di formare una band grindabilly è nata proprio su un cesso, d’altronde, è proprio su quello che si partoriscono le idee migliori
Proseguiamo con i Psychoanalisi direttamente da Trento. La loro esibizione è incentrata sul loro unico lavoro “Musica per cervelli” di cui vi abbiamo parlato qui. Interessante la dedica su “La strage” per i terroristi italiani che ci comandano. Posso dire con certezza che la canzone “Che io RIP” sia diventata una delle mie preferite in assoluto. Mi son piaciuti particolarmente tanto ma forse, la cosa che mi convince meno, è la voce troppo “pulita” per delle basi così forti. Un ascolto, però, è sicuramente più che consigliato!
Si torna alla vecchia scuola con i Bultaco DC, seppur sia stata fondata quest’anno, il frontman della band è nientemeno di Rudy Medea degli Indigesti, gruppo hc punk degli anni ’80. Il loro sound ricorda alla lontana i Fugazi, arrivando a toccare punti alla Minor Threat. L’esibizione è stata un po’ fredda ma sono certa che con il tempo avranno modo di rimediare.
Adesso si torna all’ignoranza più estrema con le Diciotto Mucche Uccise da un Fulmine. Anche loro, da Trento con furore, tirano fuori un hardcore schizofrenico: passando da ritornelli calmi e “rapposi” per ripartire a mille in meno di un secondo. Esempio lampante è la canzone con la quale danno inizio alla loro esibizione: “Disfunzionale“. Il sound è influenzato anche dalla voce, mi piace chiamarla alienata perché mi ricorda quella dell’alieno Abe, e risulta un mix travolgente di follia e divertimento che, per quanto mi riguarda, funziona alla grande. Altra canzone che mi ha fatto morire è “Contenitore” con un ritmo che ricorda quello di un ballo di gruppo di quelli che si facevano all’oratorio. Impossibile non citare anche “Giacomo il piccione”. Tutto troppo magico. Ascoltateli e diventeranno la vostra nuova band preferita.
Altra band presente anche alla scorsa edizione sono i Discomostro. Che vi devo dire, è stata l’esibizione più apprezzata della serata (non solo da me). Come ad ogni concerto in cui sono presenti, è proprio con loro che i ragazzi nel pit danno sfogo a tutte le loro energie su temi di nichilismo e rabbia interiore. Si stanno sempre più aggiudicando il titolo di miglior gruppo hardcore milanese degli ultimi anni. Nota di demerito perché non hanno suonato “Dennis”. Infami

A chiudere la serata sono i Storm{O} che, per l’occasione, presentano il loro nuovo album “Finis Terrae” uscito il 4 ottobre. L’asticella l’hanno mantenuta alta anche sta volta, la cosa che mi piace di più di loro è proprio la scrittura in prosa. I testi fanno venire i brividi dal primo all’ultimo. Per quanto riguarda il set è stato ipnotico come sempre, Luca non sta fermo un attimo (prima o poi però mi beccherò il microfono in testa mentre lo fa roteare) e hanno concluso con la nuova canzone “Tempi Morti”, la mia preferita del nuovo album.
Si conclude qui la seconda edizione di Professional Punkers DIY Label Fest. Ringraziamo Eterotopia e tutti i ragazzi che hanno dato il loro contributo per la realizzazione della serata, le band e tutti quelli che hanno partecipato ma soprattutto Professional Punkers, Ruggero, la vera mente della serata. Organizzazione ottima e divertimento assicurato. Si spera in altre mille edizioni. Ti si vuole bene.

Live report e foto a cura di Silvia Pirotta
Potete usare le foto liberamente ma vi chiediamo gentilmente di citare i fotografi e Radio Punk.
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