Sparacchia Fest XV, CPA Firenze Sud – report e foto

Foto gallery e racconto della serata al CPA in memoria di Felix

Era l’11 agosto 2003 quando Felix, storico e conosciutissimo organizzatore di concerti, dj e personaggione della scena fiorentina e non solo, perse la vita in un incidente stradale. Ora, per motivi anagrafici noi non abbiamo avuto la fortuna e il piacere di conoscerlo, ma se dopo tutti questi anni c’è ancora un sentimento così bello, genuino, affettuoso e spontaneo… Beh, lasciateci dire che Felix dev’essere stata senza ombra di dubbio una persona grandiosa. E perciò siamo onorati di aver passato questa serata in suo ricordo in uno dei posti più belli e in cui non eravamo mai stati, ovvero il CPA Firenze Sud. Ci sembrava doveroso, prima di parlare dei live, spendere un pensiero per Felix, mandando un abbraccio ai suoi compagni e affetti. 

Arrivati al CPA Firenze Sud, ci accorgiamo subito che questo edificio è enorme e distribuito su più piani. Si tratta difatti di una ex scuola media, occupata tanti anni fa, anche se il CPA come realtà nasce nel 1989. Siamo di fronte a un vero e proprio pezzo di storia politica della città! Arriviamo purtroppo tardi per assistere al documentario “Se Ho Vinto Se Ho Perso” dei Kina, ma non temete, in questo vecchio report c’è una bella descrizione e sintesi. Sistemata la distro grazie alla splendida accoglienza di Mario, si fa presto ora di cena e tutti insieme in tavolate oceaniche si magna e si beve e qui per i due “inviati” di radio punk si ritorna indietro a quando si organizzavano tavolate e cene d’autofinanziamento in uno spazio sociale della propria città. Della serie “non ce la faccio, troppi ricordi” alla Aldo, Giovanni e Giacomo. 
Tra una sala e l’altra non possiamo non accorgerci dei numerosi manifesti e scritte per Lorenzo Orso, compagno fiorentino ucciso in Siria e il pensiero va subito al Rojava, dove sta avvenendo una mattanza vergognosa, ma anche, in queste ore che scrivo, al Cile, Ecuador, Catalogna, Libano. “Hanno acceso la scintilla, che la rabbia divampi”.

Tornando in sala il nostro banchetto diviene subito il solito salotto, conosciamo gente nuova, si beve, salutiamo vecchi amici, si beve…Le solite cose, e poi…Partono a razzo sul palco i Destinazione Finale. Da Firenze con furore il 100084938435498539° gruppo di Ivan e Alex (Carlos Dunga, Iena, XDeLoreanX,…). Vecchissima scuola hardcore, impossibile non rimandare subito agli Indigesti, per stile, stampo e attitudine, ma sarebbe davvero riduttivo credetemi. C’è molto di più, c’è una grinta e un qualcosa che ti prende e ti fa scuotere la testa e saltare. Back in ’80s ma con la testa al presente e futuro. Uh!

A questo punto del report mi fermo e voglio ringraziare i nostri inguaribili romantici supporters fiorentini, Sola, Mazze, Nick, siete adorabili e ovviamente Tozzini, il ragazzo che al posto della mano c’ha na tenaglia (credo si chiami Oliver) e i nostri vicini di banchetto di Punti Scena Records Francesco e Ivana.
Tornando in zona palco ecco i Freigeist vecchia scuola hardcore anche loro, più grezzi ancora e meno veloci. Nati nell’89 come il CPA, anche loro fiorentini tirano dritti per la loro strada come da tradizione e anche loro ci riportano a tempi più remoti sia come sound che come tiro. (Ah! Non ci siamo beccati manco stavolta, sta diventando una barzelletta haha! Con la speranza di scambiare quattro chiacchiere presto, li salutiamo!)

A sto punto direte, chi c’è? Chi suona prima dei Kina? Con mio grande stupore, suonano per terzi proprio i Kina, della serie “no headliner”, vieni e supporta tutti, come dovrebbe essere sempre! Sotto palco l’aria si incendia, si crea una bolgia clamorosa e i Kina per quasi un’ora ci deliziano con una selezione di brani di tutto rispetto. Non sbagliano un colpo neanche se gli togli il plettro o la bacchetta, sono inarrestabili. Visti al distruggi la bassa e al Tuscia Hardcore la sensazione è che non abbiano mai smesso di suonare, altrimenti non si spiega questo affiatamento e questa maestria. Forse il gruppo nella scena punk hardcore più innovativo e particolare che ci sia, con quel sound che “po esse fero o po esse piuma”, incalzante e anche morbido, ma che ti fa sempre cantare e pensare allo stesso tempo. Era l’ultima data italiana, ora se volete bisogna andare in Germania a vederli. In ogni caso, grazie per averci regalato queste date e speriamo non vi fermiate mai!

E’ difficile suonare dopo la band forse più attesa. Eppure, gli Spleen Flipper da Crema riescono a tenere il palco in maniera impeccabile. La band esiste dal 2000 e ci propina o meglio ci smitraglia un misto mare di grindcore, punk hc e varie influenze di metallo pesantissimo. Azzeccatissimo quindi il loro autodefinito “blastcore“. La loro presenza scenica mostruosa, i suoni violenti e spessi, le accordature basse, i cambi di ritmo devastanti e il cantato di una violenza sonora inaudita riescono a far avvicinare e pogare tutti tutti. Devo essere onesto non li conoscevo, ma mi sono piaciuti da matti!

A seguire, arrivano coloro che nella loro lingua, il sardo campidanese significa “Fuori dal Tracciato”. Gli A Fora De Arrastu, sono una cosa indescrivibile. Conosciuti con lo split con gli Affluente, recensito e coprodotto anche da noi, ero rimasto sconvolto nel sentire quel mix di giri di basso furiosi e massiccio utilizzo di accordi, chitarre taglienti e orecchiabili e stacchi clamorosi. La voce poi è inimitabile: cantato rigorosamente in sardo, timbro unico e linee vocali incredibili. Dal vivo? Strepitosi. I Propagandhi sardi per darvi una vaga idea, ma sul serio, unici e sconvolgenti in positivo. Carichissimi, il cantante che si muove all’impazzata, cade si rialza si tuffa, Piccius che concerto! Chapeau!
PS: Mi ha fatto un sacco piacere poter scambiare due parole con loro, gran persone.

Parlavamo dello split no? Che dire, ecco gli Affluente! Leggende since 1992! Fondamentalismo hardcore, “il fascismo è qui e ci resta no? Col cazzo!” Come dicono loro prima di fare “Bandiera Nera”. La band lo abbiamo detto già svariate volte, pronunciandoci in quella che più che una descrizione live è sembrata spesso una vera e propria agiografia. Questa volta qualcosa di nuovo da dire c’è, la formazione è differente dato che al basso c’è Piero, già voce principale insieme a Yuri e quindi la band è priva del buon Frensis. La scaletta è ottima, forse qualche pezzo più conosciuto – poi dipende, io ad esempio sono un grande fan anche degli ultimi lavori – all’inizio avrebbe aiutato, anche se in realtà credo che il calo di pogo e casino là davanti durante i primi due-tre brani fosse fisiologico dopo così tante esibizioni al fulmicotone. Tuttavia ben presto dopo aver rifiatato si ripropone subito il magico feeling tra band e punx, che come sempre nell’hardcore e specie con certi gruppi, fa notare come non ci sia alcuna differenza tra chi suona e chi fa il macello. Così la scaletta è tutto un crescendo, la gente inizia a volare, gli Affluente si gasano e pestano come dei martelli pneumatici. Atmosfera super accaccì che si conclude con un finale bello viulendo! Se non ci foste, dovrebbero inventarvi!

Manca una band e difatti tra le 10484567890987654 band di Alex e Ivan, ecco i Carlos Dunga, thrash soccer punx da Firenze! Gli idoli di casa godono di una fanbase consistente e così finalmente posso dire di aver visto i Carlos Dunga in casa, giusto per fare un paragone calcistico che di certo gradiranno. La band ha da poco fatto uscire “Oltre Quella Linea” già disponibile anche al loro banchetto e di cui vi abbiamo parlato qui. Sempre fedeli al mix di heavy metal e punk hardcore la band vanta una sezione strumentale sublime e un cantante, Ivan, di carisma e qualità indiscutibile. Band in formissima nonostante l’ora tarda e lasciatecelo dire hanno tirato giù tutto! Eroici! Ammetto di non conoscere la discografia a memoria, ma credo che eccetto “Delio Rissa” abbiano fatto tutte le loro Hit! 

Si conclude così, tra lanci di motorino dagli spalti e corse col carrello per riportare fuori la distro la nostra serata. Ringraziamo Mario, il CPA, tutti e tutte voi che siete passati al banchetto, le band, le distro, in particolare Robi e Mauro (C4/Zeman) che hanno finito il limoncello con sommo dispiacere di Marco (tuttofare amico dei Kina che salutiamo) e tutti i compagni e le compagne del CPA per la splendida serata e accoglienza. L’ultimo saluto ovviamente lo dedichiamo a Felix e Orso, che non abbiamo conosciuto, ma di certo non potremo dimenticare!

Ci vediamo venerdì A Skeggia, chi non viene è Pdor figlio di Kmer! Ciao!

Parole, minchiate, eventuali orrori grammaticali di Tom
Foto di Elizabeth Zoe – Radio Punk

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