Recensione: Debunk – Doped Life

La carica dei Debunk ora in formato cd!

Lo ammetto: è da tre settimane a questa parte che in macchina sto ascoltando sempre lo stesso cd. No, non è che non c’ho sbatti di cambiarlo o che sono indecisa su cosa ascoltare: la verità è che il nuovo nonché ufficiale album “Doped Life” dei reggiani Debunk, punk-hc band attiva dal 2011, è una vera e propria goduria per le orecchie! Presentato in anteprima lo scorso 20 Settembre durante il release party allo Splinter Club di Parma, l’album è stato registrato presso Subway Studio e uscito ufficialmente il 27 Settembre (ma io l’ho acquistato prima, tiè!) tramite l’etichetta Sorry Mom! in sol formato cd, racchiuso in un fighissimo digipack i cui coloratissimi e divertenti disegni stile caricatura-fumetto sono stati realizzati dal talentuoso Bet. Si può dire che talvolta un album può essere giudicato anche dalla copertina.

Intanto che mi soffermo ad ammirare la bolgia di punk squinternati in copertina, parte la prima traccia in sottofondo, “You’ll Get Me Down”, ed è subito una carica di adrenalina in vena. Da ciò che fuoriesce dalle casse della mia Corsa, posso dire fin da subito che quest’album è stato registrato da dio: suoni puliti, precisi e bassi che pompano, così che io possa fare la tamarra come si deve in mezzo al traffico cittadino. Il merito è ovviamente anche dell’abilità e della tecnica di questo terzetto, ottimi musicisti che rendono molto anche dal vivo (c’è da dirlo: certi trii live non fanno un grande effetto musicalmente, ma non è assolutamente questo il caso, quindi doppiamente bravi!). La seconda traccia probabilmente l’avrete già sentita, si tratta infatti di “Flower Punk”, da cui è stato fatto il video; se non l’avete ancora visto, lo trovate qui sotto alla recensione.

Successivamente arrivano “Stay With You”, ri-registrata per l’occasione, e l’omonima “Doped Life”, entrambe molto tendenti allo skate-punk. Non l’ho ancora detto, ma in tutto l’album si possono appunto notare influenze di NOFX, Good Riddance, Pennywise e compagnia bella, sound che io adoro.
Vien poi il turno del “trittico” “Accept Your Idea”, “What a Shame” (top!) e “Your Mother is a Slut”, di cui posso solo dire una cosa: schiacciamo quell’acceleratore! Ogni traccia ha una carica pazzesca e la propria identità, impossibile non innamorarsene al primo ascolto.
Dato che è un album variegato nonostante le canzoni tengano una linea ben precisa, troviamo anche dei pezzi più malinconici ma pur sempre cazzuti, come ad esempio “New Day”, una delle mie preferite, e l’ultima traccia “You’ll Not Survive”.

Le 12 tracce di cui è composto l’album stanno per terminare, ma il riff di chitarra iniziale di “I Want To Be Free” ci fa intendere che questi ragazzi hanno ancora qualcosa di interessante da farci sentire. Infatti ecco che arrivano le allegre e pimpanti “Problem Drink” e “Only Girl” che ti fanno prendere un gran bene e venir voglia di far festa.
Che dire, è da quando ho iniziato a seguire questo gruppo che aspettavo questo momento. Quindi fidatevi, andate a loro prossimi show e accaparratevi una copia di quest’album bomba!

VOTO: 9 ½ / 10

Recensione a cura di Chiara Piva

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