Recensione: IxGOTxI-Parola del Grande Goto

Si salvi chi può, sono tornati i Goti!

”Sono tornati i Goti!”
”Terrore e devastazione ci attendono!”
Nah, tranquilli, stavolta non si tratta di invasioni barbariche, e l’unica devastazione che potrete testimoniare sarà quella del vostro fegato.
Per chi non lo sapesse infatti, i Goti (che oltre al nome di una famosa popolazione barbara sono anche ”i bicchieri”, in dialetto veneto) sono una band punk da Vicenza, e quest’anno hanno pubblicato il loro secondo album, ”Parola del Grande Goto”.
Con una grande passione per le bevande (e le canzoni) spiritose e un’avversione per gli astemi, i nazi e gli sbirri, i Goti ci servono un cocktail di italiano e dialetto, con una spruzzata di inglese e servito su un vassoio di punk rock alla vecchia maniera.
Il filo conduttore di tutto il disco è il buon vecchio alcol (d’altronde sono veneti, cosa vi aspettavate?), ma non mancano canzoni di denuncia e di critica, dal fanatismo religioso, al borioso e noioso ceto medio, passando per la lega i leghisti, che in veneto ancora ce l’hanno coi meridionali mentre i loro ”leader” elemosinano voti fino giù in Sicilia.
Il mix linguistico funziona, è divertente e pungente, e non troppo incomprensibile per i non madrelingua.
I testi sono decisamente ironici e autoironici, e anche le canzoni più ”impegnate” mantengono il tono scanzonato e provocatorio che caratterizza l’intero album. Menzione particolare per i ritornelli, alcuni sono azzeccatissimi e sarà dura che non vi ritroviate a cantarli a squarciagola già al primo ascolto.
La musica dei Goti è un punk vecchio stile, bello tirato e ben suonato, senza tanti fronzoli e tecnicismi e poco avvezzo ai recenti clichè del tupatupa nostrano e d’oltreoceano.
Le canzoni volano via dritte e in un attimo vi ritroverete alla fine del disco con una voglia estrema di riascoltarvelo da capo, stavolta magari assieme a una birretta fresca o a un ”goto de vin”.
Non esitate quindi a farvi trascinare in questo viaggio attraverso le antiche tradizioni venete (cioè bere dalla mattina alla sera), in una sorta di terapia d’urto per sobri e benpensanti.
Lasciate perdere le cene pettinate e le corsette sull’argine la domenica mattina (ma esiste davvero la domenica mattina?) e diventate anche voi diversamente astemi!

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