Intervista con La Polvere

La nostra chiacchierata con il gruppo punk marchigiano

Radio Punk: Benvenuti ragazzi, a voi subito la parola per le presentazioni.
La Polvere: Ciao, siamo Luca (voce principale e chitarra), Diego (basso e cori), Stivo (chitarra e cori), e Stefano (batteria). Noi siamo La Polvere, veniamo dalle Marche, suoniamo punk rock e hardcore punk, e componiamo testi esclusivamente in lingua italiana.

RP: Avete iniziato nel 2010 con il nome di Violent Tormenta per poi passare a La Polvere. Come mai la scelta di questo particolare nome per la band?
LP: Nel 2010 avevamo bisogno di un nome che esprimesse l’aggressività della nostra musica e Violent Tormenta ci sembrava perfetto. Ma il progetto iniziale, da un punto di vista stilistico, era diverso da quello attuale. La nostra musica stava evolvendo insieme a noi ed era necessario trovare un nuovo nome, così Luca propose La Polvere. Ci piaceva l’idea di un caos-calmo. Quando si pensa alla polvere generalmente ce la si immagina in due modi: nella sua caotica danza (come se stesse pogando trasportata dall’aria) oppure durante la sua pacifica ricaduta sulla superficie.

RP: Nel corso degli anni ci sono stati diversi cambiamenti nella formazione, ci raccontate cosa è successo?
LP: La Polvere nasce dall’incontro di 4 persone che facevano parte di band diverse ma che appartenevano allo stesso movimento e suonavano all’incirca lo stesso genere. Condividendo palchi, concerti e festival, siamo diventati amici e abbiamo deciso di creare qualcosa insieme cercando di mischiare sapientemente le nostre diverse influenze musicali. Nel tempo però, le vicissitudini personali di alcuni di noi, ci hanno costretti a reinventarci (più di una volta, a dire il vero!) e a cercare una sintesi nuova. La svolta è arrivata con Luca che è entrato come chitarrista e cantante: ecco, quello probabilmente è stato il momento più importante della nostra – breve – storia. Luca ha portato nuove idee e ha dato un impulso decisivo alla scrittura del nostro primo EP.

RP: Come componete la vostra musica? Vi ispirate a qualcuno o avete dei temi che vi stanno più a cuore?
LP: Non abbiamo delle regole, né un metodo preciso. Ognuno contribuisce liberamente, portando testi e musica in base alla propria ispirazione, tutto questo materiale lo discutiamo insieme ed eventualmente lo riarrangiamo, armonizzandolo il più possibile con i gusti musicali di tutti e 4. Scriviamo soprattutto testi che raccontano emozioni e sentimenti della nostra sfera privata, collegati ad eventi che hanno segnato le nostre vite, nel bene e nel male. In Leviathan e La Rabbia di Athena (nell’EP Leviathan, del 2016), abbiamo affrontato temi di attualità come l’immigrazione e la crisi economica, ma elaborandoli più da un punto di vista emotivo che politico.

RP: Venite dalle Marche, come considerate la scena musicale nella vostra regione?
LP: La nostra zona soffre della mancanza di posti o eventi dove suonare.
Fino a 5/6 anni fa diversi locali davano la possibilità di far esibire band che proponevano brani propri, ora è tutto ad appannaggio delle solite tribute o cover band. Anche il pubblico non sembra più ricettivo come una volta, sempre meno gente va ai concerti e questo in parte contribuisce a erodere la scena. Bisogna anche dire che in passato erano parecchi i gruppi che suonavano il nostro genere, attualmente ce ne sono sempre meno, sembra che non ci sia più la voglia di stare e creare qualcosa insieme.

RP: Avete da poco suonato all’HC Night organizzata dall’Officina Popolare Jolly Roger di Civitanova Marche, insieme ai Nix e ai 217. C’è collaborazione tra le band della vostra zona?
LP: È stata una bellissima serata quella al Jolly Roger. C’è molta collaborazione, si cerca di aiutarsi a vicenda. Siamo pochi ma molto agguerriti e soprattutto amiamo ciò che facciamo!

RP: Quali credete siano le maggiori difficoltà per una band che come voi viene dalla provincia e non dai circuiti delle grandi città?
LP: La mancanza di una rete di contatti fitta e diffusa sul territorio, che permetta di creare collegamento tra le band, i locali di musica live, le etichette e che faccia da ponte con altri territori in Italia e all’estero. Da questo punto di vista, vivere in una metropoli o, più in generale, nei grandi centri urbani, può rappresentare un vantaggio anche se oggi le distanze – in senso fisico – possono accorciarsi grazie alle risorse che offrono web e social network. Comunque la provincia, a nostro avviso, resta sempre più isolata.

RP: Durante i live interagite molto tra di voi e con il pubblico. Sembra un po’ come se di fronte a voi ci fossero ogni volta gli amici di una vita. È davvero bello il clima che si crea, vi si vuole subito bene. Siete soddisfatti del seguito che avete?
LP: Ci riempie di gioia e di orgoglio ritrovare gli amici di una vita sempre presenti ai nostri live, è un riconoscimento per l’impegno che mettiamo in questa nostra passione e un evidente apprezzamento per quello che scriviamo e componiamo. Tuttavia è molto importante e stimolante avere la possibilità di confrontarci sempre più spesso con un pubblico nuovo.
Per quanto riguarda la comunicazione fra di noi tra un pezzo e l’altro, ci viene naturale. Ci divertiamo molto, ci piace dal vivo stuzzicarci un po’ o sfotterci ma lo facciamo continuamente anche in sala prove! Ogni live è una performance unica, è un momento in cui ci sentiamo veramente a nostro agio, senza nessuna barriera o limitazione, è un momento di pura sincerità dove diamo sempre il massimo.

RP: Dopo l’omonimo disco La Polvere e Leviathan sta per uscire il vostro terzo EP, cosa potete anticiparci? Siete soddisfatti di come è venuto?
LP: Col senno di poi c’è sempre qualcosa che vorremmo cambiare o modificare, ma sarebbe un errore farlo. Il disco racconta i nostri pensieri e i nostri stati d’animo di quel momento e per questo crediamo che debba rimanere così com’è venuto, anche a costo di qualche svista o errore nella registrazione. Rispetto ai primi 2 EP, infatti, “Iride” è più genuino, autentico, puro. La sua imperfezione ci descrive alla perfezione e la coerenza che c’è tra quello che si ascolta sul disco con quello che si ascolta poi dal vivo, è fondamentale secondo noi, ed è stata una scelta maturata consapevolmente.

RP: Mettiamo il caso che i lettori di questa intervista vogliano iniziare ad ascoltarvi da subito, consigliategli un vostro brano che più vi rappresenta.
LP: Lividi, ne abbiamo realizzato anche il video clip, disponibile per la visione sul nostro canale YouTube.

RP: Parlando di social, dove possiamo seguirvi?
LP: FACEBOOKYOUTUBE 

RP: Grazie mille ragazzi, vi lasciamo lo spazio per salutare i parenti a casa o per aggiungere quello che non è stato detto!
LP: Grazie a voi!! Ne approfittiamo per comunicarvi che il 15 febbraio 2020 al Drunk in Public di Morrovalle (MC), presenteremo il nostro terzo album “Iride”! Vi aspettiamo!

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