Radio Punk
path small town boy album cover

Path, lo Small Town Boy che dipinge la realtà in musica

Un EP dall’anima profonda racconta la realtà della periferia, vista dagli occhi di Path, un artista capace di leggere il mondo di oggi

Molti pensano che per essere cantautori basti imbracciare una chitarra, scrivere un pezzo con qualche frase ad effetto, scegliere gli accordi giusti per imitare questa o quella scuola… e il gioco è fatto. Essere Cantautori è qualcosa di estremamente profondo, vissuto, sincero; qualcosa di personale che diventa pubblico e condiviso. Il Cantautore è un musicista che sa leggere la vita, il mondo e li converte in parole e musica. Che sia la propria visione, che sia una lettura generale, la propria storia o quella di altri o che sia la vocalizzazione di un pensiero comune musicata da un portavoce, chi scrive canzoni e le offre al mondo deve avere una cosa che non tutti hanno… o sanno di avere: un’anima sincera.

La prima cosa che ho pensato quando ho ascoltato “Small Town Boy” di Path è stata: “che bell’anima che ha questo EP!”. Perché arriva un punto in cui il Cantautore e le sue canzoni diventano una cosa unica, si identificano le une con l’altro. Le canzoni diventano il lascito, l’eredità del proprio io più intimo che chi fa musica dona agli altri.
Path è uno Small Town Boy. Si sente nei pezzi. L’identità chiara, la pulsione ad esplodere ed esplorare oltre i confini, avendo sempre ben chiaro chi siamo e da dove veniamo.

Path riesce a fare una cosa molto difficile, che secondo me gli vale il titolo di Cantautore, inteso come ciò che ho descritto in apertura. Saper scrivere canzoni semplici, ma dalla forte carica narrativa, che diventano articolate perché rispecchiano l’intera persona che le ha scritte, con le sue luci e le sue ombre. Non avete idea di quanto sia difficile farlo, soprattutto nel mondo e nella musica di oggi. E farlo con così tanta spontaneità e purezza, sembra quasi a ricordarmi perché da ragazzini volevamo spaccare il mondo in due senza nemmeno sapere da dove iniziare e perchè ancora oggi penso si dovrebbe farlo; mi ci rivedo, mi ricordo cosa vuol dire e ravviva qualcosa dentro. Se ancora non lo avete ascoltato, fatelo, con le mie premesse ben chiare in testa. Se l’avete già ascoltato, rifatelo, pensando a ciò che vi ho detto. Immergetevi nelle storie che Path ci racconta, esploratele, chiedetevi dove nascono.

Musicalmente è un EP genuino, sincero, dalla produzione curata, che non cela le radici punk del nostro Cantautore, ma le esalta e le rende accessibili, qualcosa al quale ci si può rapportare con grande spontaneità, anche per chi non mastica punk.
Insomma, stiamo parlando di quel concetto spesso inviso, frainteso, che è il termine “pop”, inteso come “popolare”, accessibile a tutti, non certo la definizione ormai nota ai più di musica inespressiva e preconfezionata. Qua non c’è spazio per accezioni negative, questo disco trasuda solo bellezza e arte messa in pratica con grande dedizione, sudore, passione, semplicità. Ma è con la capacità descrittiva, la poetica, l’emozione, che questo portavoce di un mondo fatto di dettagli tocca il cuore con questo EP. Path ti guida nella periferia, nelle storie di persone normali ma straordinarie, si accompagna all’odore che sale dalla caffettiera di chi ti offre un posto al tavolo della sua cucina per un caffè e due chiacchiere. Ti offre sincerità, che è quello che più cerco in un disco il giorno d’oggi.

Small Town Boy è un EP che vale una discografia. Il gioiellino che può fare da biglietto da visita, la punta di diamante che vi farà scoprire un artista che sa cosa sta facendo… e lo fa molto bene, con tutta la dedizione e la sincerità del mondo. Path si è creato la sua identità e nulla potrebbe rappresentarla meglio di un lavoro come Small Town Boy. Questo è un disco di storie, accompagnate dalla musica. Un disco di musica che trasporta storie. Lasciatevi condurre in un mondo che vi sareste altrimenti persi, se non fosse per questo poeta urbano. Fidatemi delle mie parole, non ve ne pentirete!

Gab De La Vega

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