Radio Punk

Recensione: Dr Zaius – To succeed despite idiocy

Lo spirito continua

Le band punk italiane cadono spesso nella ridondanza dei soliti stilemi di un genere che ha dato praticamente tutto ciò che aveva da dare, nel caso dell’hardcore è facile imbattersi in prodotti che puntano quasi tutto sull’attitudine e molto poco sulla musica, dando da intendere che sì… Lo Spirito continua, ma forse man mano perde un po’ del suo scintillante smalto. Allora che fare? Tentare ad ogni costo la strada dell’innovazione e della particolarità, abbandonando la vecchia scuola? Infondo gruppi punk molto poco canonicamente punk stanno sfondando, mi vengono in mente i PUP che stanno definendo una nuova era del pop punk oppure il noise cazzone degli Idles che ha raggiunto una popolarità mainstream impensabile oggi giorno per un gruppo con le chitarre.

E nell’hardcore? Gli Haram si sono messi a spaccare cantando in arabo (arabi newyorkesi) , i Pears sono un brillante esempio di band fantasiosa. è però assolutamente necessario che qualcuno porti avanti la tradizione, qualcuno deve insegnare alle generazioni future come si fanno le tagliatelle e non parlo della nonna, parlo di gente fresca che ha imparato dalla nonna e si è messa a farsi le tagliatelle da sola.

Qui entra in gioco questo stupendo EP su 7” dei Dr. Zaius, un’eruzione vulcanica di hardcore punk che profuma di RKL (con un po’ meno di perizia tecnica, anche se siamo su livelli altissimi) soprattutto in Needle Song, DIY Saved my Sexual life e nel bellissimo intro di The Overthinker, canzone che evolve in un alternarsi furioso di riffing di chitarra e risposte riflessive di voce.
Talking to an Empty Seat è l’inizio perfetto per catturare l’attenzione dell’ascoltatore ma le tracce funzionano in qualsiasi ordine essendo 6 potenziali singoli, anche qui gli RKL si fanno sentire nel finale che ci riporta in mente il meglio del crossover punk della seconda metà degli anni ottanta.
Una menzione di merito va all’ottima performance del cantante Rash, io adoro i testi incalzanti e pieni di parole, in D.I.Y. vengo accontentato alla grande. A metà pezzo stacco divertente alla Nofx (unica pecca forse questi 30 secondi senza variazioni, bell’idea ma un po’ pigra la realizzazione) e si riparte a macinare bpm.

The Meaning of Life (is that life is meaningless) sembra un pezzo degli Adolescents dei tempi d’oro con un bellissimo intervento di wha ed una stacco di quelli che farebbero i Lagwagon, che guarda caso hanno nella loro spina dorsale molti membri degli RKL. Non mancano le citazioni nostrane a CCM e Negazione.
Ultima traccia, la tagliente Night of the Liver’s Death, la più crossover e metallica dell’EP, forse quella dove i 4 vogliono dimostrare a tutti la propria capacità tecnica e di arrangiamento. La mia unica curiosità al momento è quella di sentire l’impatto della band dal vivo, senza le sovraincisioni di chitarra, avendo letto che i fioi son solo 4 e c’è una chitarra sola.

Forse la cosa migliore ascoltata in questo ancor breve 2020, li aspetto al varco, spero presto, con un lavoro di 12 tracce.

Keep Rocking, Nick Northern.

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