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RPG-7 Live - Scena Punk Spagnola - Spain punk's scene

RPG-7 sulla scena punk spagnola

Come se la passa la scena punk in Spagna? Alcune considerazioni dagli RPG-7

Qualche settimana fa abbiamo lanciato una call per chiedere informazioni sulle varie scene punk estere, gli RPG-7 ci hanno inviato alcune loro considerazioni: eccole per voi!

“Al giorno d’oggi la scena musicale in Spagna è un po’ corrotta. Tutte le più grandi band operano con le agenzie, queste agenzie sono a loro volta in contatto con gli imprenditori che organizzano i festival, ed è qui che si crea il problema.

Di solito ci sono festival quasi tutto l’anno e, durante la stagione primavera-estate, quasi ogni fine settimana. In questi festival suonano sempre le stesse band, senza dare la possibilità a band più piccole, emergenti, poiché queste non rientrano in quella cerchia ‘conosciuta’ di promoter e manager.
Allo stesso modo, se una band vuole organizzare un concerto in autonomia, al di fuori di questi schemi, spesso la data di questo evento coincide con le date di uno dei festival. Questo porta ad una partecipazione minore, dato che la gente preferisce andare ai festival più grandi.

Se volete suonare in una piccola sala da concerto, dovete pagare. Se volete suonare in un centro sociale, dovete essere chiamati da un’organizzazione per poterlo fare. Molte piccole sale da concerto o centri sociali hanno chiuso, ci sono sempre meno posti e sono iper-prenotati, è davvero difficile poterci suonare (in molti casi è necessario chiedere la data almeno 5 mesi prima).

Al giorno d’oggi avere una band e fare concerti è quindi abbastanza complicato, a meno che non siate abbastanza bravi per essere presi da un’agenzia di booking. Ma attenzione, loro vi seguono perché vogliono trarre più profitto possibile dalla vostra musica. Inoltre, per seguirvi solitamente chiedono somme esorbitanti (sull’ordine delle migliaia di euro).

Dall’altra parte del palco, il pubblico è abituato ad assistere ai festival, perché la possibilità di passare un’intera giornata a guardare tutte le band che piacciono è un’idea allettante. Se però si riflette meglio su questo fenomeno ci si rende conto che, così facendo, chi si va ad arricchire è un imprenditore che specula sui gruppi che suonano e pure sul pubblico che va a vederli. In questo modo si aiuta a distruggere la scena musicale alternativa.

Molte volte ci mancano gli anni ’80 o ’90, quando le band della nostra scena erano più autentiche di quelle che esistono oggi. “

RPG-7

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