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Rinchiusi tra le pareti delle nostre paure, nutriti d’illusioni e false speranze | Artwork

Umani rinchiusi in gabbia e animali a spasso: inversione dei ruoli in quarantena!

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Hashtag insieme ce la faremo, hashtag sono necessari sacrifici, hashtag i sacrifici necessari, hashtag pieni poteri, hashtag polizia più polizia, hashtag telecamere, hashtag applicazioni traccianti, hashtag polizia esercito repressione, hashtag sono necessari sacrifici, hashtag la produzione deve continuare, hashtag la produzione il progresso l’industria, hashtag…

Giunge forse la consapevolezza di esser carne da macello, animali da compagnia, cavie da laboratorio, non viventi, non liberi, come loro, il lavoro ci renderà liberi, questo è quanto è promesso, nel frattempo aspettiamo il nostro turno nella camera a gas, il virus non ci ucciderà, siamo già morti hashtag.

SOUNDTRACK:
Scelgo questa canzone perché è sincrona col ritmo lento ripetitivo e piacevolmente soffocante di queste giornate, come stare nudi al buio su un pavimento gelido e bagnato.

Rinchiusi tra le pareti delle nostre paure, nutriti d’illusioni e false speranze: Umani rinchiusi in gabbia e animali a spasso, inversione dei ruoli in quarantena | Artwork e testo a cura di Kambo

1 thought on “Rinchiusi tra le pareti delle nostre paure, nutriti d’illusioni e false speranze | Artwork

  1. La contestualizzazione è azzeccata e adeguata ai nostri tempi: hai inquadrato con viva metafora la grande “Fattoria degli animali” del post moderno che, già profetizzata simbolicamente nel passato e oramai perfettamente adeguata alla nostra era distopica, descrivi con realismo impregnato di anti-metafora orwelliana: gli animali non incarnano gli uomini, ma il contrario. Ritengo il tuo lavoro molto bello , tanto artistico quanto originale, e molto completo. Adoro la decodificazione attraverso linguaggi variegati e complementari fra loro, quando i messaggi si dispiegano limpidamente nell’immediatezza della recezione come in questo caso: il testo è poeticamente essenziale, e il disegno di pari passo esprime, parla, urla; e anche la canzone è azzeccata, poiché crea l’atmosfera cupa ai giusti livelli. Il risultato è un urlo moderno, ironico, pacatamente triste e profondamente critico. E’ un urlo alla libertà per la vita degli uomini e degli animali, nella grande e orwellianissima fattoria del mondo, in cui sia gli uomini che gli animali sono tutti schiavi.

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